30.6.09

Just a little - Liberty X

when you play the game
you never do it without the right music.
the right music is not necessarily what you listen to in your real life.
but it must have necessarily the right rythm.
and lenghth.

....work it a little bit.....gimme' just a little bit more.

try!

Annie Lennox-Wonderful

...can't you see my heart burning in my hand?

die sache mit dem herz brennen ist deshalb so "uncool", weil meist nie beide gleichzeitig brennen. scheiss-timing. stimmt!

love, tom

29.6.09

Somebody To Love - Queen Live At The Bowl

avevo 14 anni e le idee molto chiare.
una era di conoscere freddy e sposarlo.
ecco.

All Saints - Never ever

dedicated to claudia - everything is gonna be allright, sweetheart.

27.6.09

rebels and bandits not necessarily die young!

I would have a date with THIS guy.
wouldn't question anything.
and would do with him - whatever he feels comfortable with....yeah!

some men are like thunder, some are like storm.
But ever once in a while you meet a thunderstorm-man - that's when you can call yourself lucky! (one of my mom's principles)

http://www.shantaram.com/

sing, baby, sing!

un mio vecchio amico, avvocato per vivere e musicista per sopravvivere (e uno di quelli che ti chiede lo smalto in prestito) una volta mi disse "tu non è che hai una gran voce, ma è come le canti le cose che fa impazzire la gente."
io canto per divertirmi. io. non necessariamente per intrattenere gli altri (che hanno sempre le vie di fuga aperte).
è una delle cose che mi mantiene sana di mente.

After all, that's why the Lady is a tramp!

26.6.09

sogno maschile di inizio estate causato da un panino ai crauti e troppa birra

Notte insonne di inizio estate.


Non so come possa essere successo.
Guardo la figura immobile alla finestra. Il suo viso e la maggior
parte del corpo sono in ombra.
La luce della luna illumina le lunghe gambe; ai piedi due scarpe con
tacchi a spillo altissimi.
So che è completamente nuda.
Mi osserva.
Come diavolo ho fatto a finire in questa situazione - penso - cercando
di non essere troppo in imbarazzo per l'erezione che inizia a salire
alla visione di quel corpo.
Sono nudo. Ho le braccia in alto e i polsi legati da due robusti pezzi di seta.

Normalmente il fine settimana non esco la sera; un po' per la
stanchezza accumulata, un po' perché a vent'anni puoi far casini in
giro con gli amici per cercare di rimorchiare.
A quaranta, quando sei solo, hai molta meno voglia di casino. E di
trovarti qualcuno che scombini il ritmo di una vita monotona, ma che è
pur sempre quello che hai fatto una dannata fatica a costruire.
Fa caldo. Troppo per cucinare a casa.
Decidi che per una sera una birra e un panino al pub non ti uccideranno.
Esci presto perché non vuoi trovarti in mezzo a una bolgia di
ragazzi/ragazzini urlanti e in preda a crisi ormonali.
Un panino wurstel, senape e crauti e un litro di birra scura- ok, non
è serata salutistica - penso mentre addento deciso un bel boccone.
Finito il panino mi dedico alla lettura del libro che mi sono portato
dietro. Non ho voglia di tornare subito a casa. E fuori fa ancora
troppo caldo per sedersi su una panchina sul lungo mare.
Sollevo lo sguardo per un attimo, mentre prendo il boccale. La vedo.
Bionda, alta, snella. Deve avere la mia stessa età più o meno.
Indossa una camicetta bianca semi trasparente sotto a un giacchino
corto e una minigonna di pelle rossa molto corta. Le scarpe sono
aperte, le dita hanno una decorazione particolare, non capisco, forse
un ideogramma rosso scuro. Il tacco è alto e sottile. Indubbiamente
non indossa il reggiseno.
E la cosa mi turba più del dovuto.
Ha i capelli biondi corti e porta degli occhiali con una montatura
strana. Le lenti diventano chiare all'ombra e scure alla luce.
Guardo davanti a me - devo avere una espressione molto imbecille -
perché lei sorride, metà del viso in ombra e metà alla luce. Vedo
nella lente trasparente un occhio che mi guarda divertito.
Cerco di scacciare il pensiero di quello sguardo montato su quel
corpo. Cerco soprattutto di ignorare quella sensazione, quel liquido
movimento che parte dal centro del corpo e più in basso.
Penso che fra poco uscirò, che la tipa in questione starà al suo
tavolo e che, con un po' di fortuna, l'aria sarà abbastanza fresca da
schiarirmi i pensieri.
"Posso sedermi" - alzo la testa di scatto incredulo. Lei è li davanti
a me. E' alta e piena e...avrei dovuto bere meno birra perché non
riesco a dirle di no.
Si presenta. Anche io. Ci mettiamo a parlare del più e del meno. Lei
si toglie gli occhiali e mi guarda. A quel punto non so più cosa sia
ad attirarmi; se il suo accento tedesco e il modo di ridere lieve che
termina con una piccola smorfia amara della bocca; se i suoi occhi che
sono così profondi, capaci di passarti attraverso come una lama; se il
suo corpo pieno e il suo profumo che non riesco a identificare.
Prima di sedersi si è slacciata un altro bottone della camicetta. Mi
ci vuole uno sforzo incredibile per non affondare lo sguardo nella
fessura fra i suoi seni.
Capita. Capita più volte. E ogni volta nel suo sguardo c'è un sorriso
misto a qualcosa d'altro che non capisco.
Continuiamo a parlare. Offro un secondo giro. Beviamo, parliamo, ridiamo.

Lei si è accorta della mia erezione. Si avvicina. E' in piena luce
completamente nuda. Ha una lama in mano di forma strana. Si avvicina
sempre di più sono a disagio. Sono imbarazzato. E quella lama e il suo
sguardo non sono promesse di cose buone...

Passeggiamo sul lungo mare. Parliamo con calma. I discorsi sono
diventati più intimi e caldi. Lei si tiene sempre a distanza. Non si
fa toccare. Quando per caso le mani si sfiorano, lei ritrae la sua e
vedo un lampo di paura nei suoi occhi.
Camminiamo. Parliamo.

"Vieni a bere una cosa da me" - mi dice con il massimo della
spontaneità e sorridendo.
Accetto.
La sua casa è bella. Essenziale e allo stesso tempo piena di passato.
Prende del cognac e me ne versa un bicchiere. Siamo ai capi opposti
del divano. Lei e senza scarpe, che ha abbandonato appena entrati in
casa. Ha tolto anche il giacchino di pelle e adesso poggia il gomito
sul divano con le gambe accovacciate sopra.
Non posso fare a meno di notare le sue gambe. Non posso non notare che
un altro bottone è stato slacciato e che si intravede un capezzolo.
Lei sembra non accorgersene; la mia impressione è che sappia benissimo
che sono come una aragosta nella nassa.
Da qui non uscirò tanto facilmente...

Lei si avvicina e sfiora il mio petto con la lama; scende in basso e
comincio ad avere paura. Non dico nulla. Mi ha chiesto di stare in
silenzio qualsiasi cosa fosse accaduta.
La lama raggiunge il pene, lo tocca brevemente. Poi lei fa un
movimento leggero che se fosse fatto con forza e intenzione
significherebbe l'evirazione. La lama fredda sfiora appena la pelle,
non lascia segni.
L'erezione raggiunge il suo massimo.

"E bello vivere per te" - mi chiede all'improvviso. Non so che
rispondere. Sto cercando ancora di capirlo alla mia età. "Credo di si"
- rispondo - "anche se non saprei spiegarti bene il perché".
"Bene" - dice rimanendo un attimo in silenzio.
"Da quanto non fai l'amore" - la frase esce fredda da lei, che mi
punta gli occhi negli occhi. "Da molto tempo" - rispondo un po'
imbarazzato. Penso "mi sa che ci siamo"...

Lei e di fronte a me indecisa. Si volta e poggia la lama su un tavolo.
"Scusami, io ... eh che io... non riesco a farmi toccare da nessuno"
Una lacrima le riga il volto. La potenziale belva che un minuto prima
mi aveva fatto temere per la mia incolumità ora era li. Un essere
umano nella sua fragilità.

"Anche io non lo faccio da molto" - dice sorridendo - "vuoi
interrompere l'astinenza con me stasera?". Non ho scelta. "Si" -
rispondo finalmente.
"Adesso giochiamo" - dice - "le regole le faccio io e sono semplici;
qualsiasi cosa succeda non dire nulla se non parlo io, ok?" - dice
alzandosi in piedi. Non posso fare a meno di notare che non portava
mutandine. "Ok" dico al limite del belinismo da ormone sparato - "C'è
altro?"
Lei si toglie la camicetta "Si, adesso spogliati. Voglio fare un gioco
e il gioco prevede che tu stia legato e faccia fare le cose prima a
me, ti va?" - "Va bene" - dico meccanicamente non rendendomi conto
delle possibili conseguenze. I suoi seni sono splendidi e rimango
ipnotizzato osservando i capezzoli. Lei attende che mi sia spogliato e
mi lega i polsi in alto, con delle pezze di seta. Non fanno male. Ma
non posso liberarmi e me ne rendo conto dopo.
Con un solo movimento si sfila la minigonna e rimane nuda di spalle.
Splendida! Volta leggermente il viso e mi dice - "Non preoccuparti,
non ti farò troppo male..." - andando in un altra stanza ridendo.
Comincio a darmi del coglione.
Lei rientra nuda, con indosso un corpetto di pelle che solleva i seni
e risalta i colori dei capezzoli, delle scarpe con un tacco alto e
qualcosa in mano che non vedo.
Sta immobile ed in silenzio alla finestra quasi tutta in ombra.
Sento il suo respiro profondo, un misto di furia e desiderio.
Credo che dovrei avere paura. Ma decido che è meglio stare in silenzio
ed aspettare ....

"Non voglio toccarti" - le dico con voce calma. "Ma se vuoi tu puoi
farlo". "Non avere paura, non posso toccarti neanche se volessi
farlo." - la guardo perché a questo punto anche se ho paura desidero
che lei mi tocchi, anche se mi fa paura.
Lei si avvicina.
Le sue mani passano con le unghie sul petto.
Gioca con i capezzoli e rimane affascinata da come il mio pene
risponda indurendosi.
Mi sfiora a lungo. Poi si china con le labbra a succhiare un mio
capezzolo a morderlo.
Mi carezza e mi stringe sempre di più.
Scende e mi guarda negli occhi mentre lo prende in mano.
Siamo vicini, così vicini.
Sento il suo respiro.
Mi guarda e muove me al ritmo dell'altra mano che tiene fra le sue gambe.
Ci guardiamo. Gemiamo. Alla fine urliamo e io le esplodo sul ventre.
"Continua" le dico - "Continua".
Lei si strofina su di me. Sembra che la paura sia passata.
Si china e lo prende fra le labbra guardandomi.
In breve e di nuovo pronto. Prende una cosa dal tavolo e per un attimo
penso con paura al coltello.
Invece e solo un condom che lei mi fa indossare aiutandosi con le mani
e la bocca.
Sono in piedi nudo.
Lei davanti a me aggancia la sua coscia sinistra al mio fianco destro.
Le sono dentro in un attimo. Si tiene forte a me. Mi morde mi stringe.
Spingo più che posso nel suo corpo.
Lei abbassa la mano destra dietro di me, fra le natiche. Fa entrare un
dito prima piano, e poi con forza maggiore, con lo stesso ritmo delle
mie spinte. La sento venire una volta, due e alla terza lascio
sfuggire un urlo soffocato e le vengo dentro.
Sono sfinito.

Mi guarda.
Un attimo di paura. Scioglie le mia mani. Mentre cerco di riattivare
la circolazione mi toglie il condom e mi pulisce con una salvietta
detergente.
In ginocchio di fronte a me mi chiede: "hai avuto paura?" - "Si" -
rispondo istintivamente.
"Vuoi che continui" - dice annuendo con lo sguardo verso il mio pene -
"Si" - "Solo una cosa. Adesso prova a toccarmi. Ma con calma, ok?" -
"Ho paura".
Allungo piano una mano e le tocco il viso dove prima era passata una
lacrima. Lei sorride e si riempie la bocca di me.

Alba.
Guardo fuori dalla finestra.
Sto bene.
Non so cosa succederà in futuro.
Ma sto bene.
Stanotte due solitudini si sono schiuse per un po'.
Sospiro.
"A cosa pensi" - dice facendomi trasalire. E' nuda vicino a me. "Forse
ho capito perché la vita è bella, sai?".
Sorride e mi viene vicino. Allargo le braccia. E' la prima volta che
si fa stringere.
Mi guarda.
Non c'è nulla da dire.
Sono un lungo caldo bacio.

mod assicura che non c'entra un cazzo col contenuto del racconto :-) ma prevede cervelli maschili spenti da una torva eccitazione!

25.6.09

Venus - Beautiful

...the usual shit....as lovely Peter says.

listen with care!

23.6.09

Bettye Lavette - Let Me Down Easy

quando ho una storia in testa
la musica non manca mai.
non serve parlare.

ciao bambina!

non amo i vezzeggiativi.
non sono "tesoro" o meno che mai "piccola" per nessuno.
salvo quando è fatto da uno/a che mi conosce molto bene
e che probabilmente nutre dell'affetto vero per me.
allora la conversazione potrebbe finire con un
"ciao bambina"
senza che io mi senta in guerra.

che giornata di merda mescolata al miele dolce della tenerezza.

thank you.

21.6.09

appena sveglia

(ho già scritto un blog con un titolo simile - solo che c'era anche la parola "ragionamenti" - quella la lascio perdere, và. ultimamente mi son accorta che ragionare mi viene sempre peggio. e non credo sia l'ora :-)

la casa è ancora silenziosa.
scrivo ora perchè fra pochi istanti si sveglieranno tutti
e vorranno mille cose da me.
fino a sta sera.
poi basta.
che bello quando la gente a cui vuoi bene se ne va. :-)
la mia solitudine è preziosa. toglimela anche solo per pochi giorni
e ho una specie di crisi d'astinenza - la troppa compagnia mi uccide!

negli ultimi giorni ci sono stati degli avvicinamenti vari.
cioè mi sono lasciata trascinare in più di una conversazione
con persone che non ho mai visto.
alcuni ti mettono a tuo agio, altri li scarti dopo 5 minuti perchè sono prevedibili e sai già dove vogliono andare a parare, e altri ancora sono troppo presi da se stessi per accorgersi di te - sembra che ci si parli con questi, ma in realtà non è cosi.

virtuale, reale, epistolare, spirituale, fetish o vanilla: dopo un po' sento la fatica di spiegarmi. dire chi sono, cosa faccio, con chi e perchè - e soprattutto in che maniera mi diventa insopportabilmente pesante.

da quando ho istallato il contatore delle visite sul blog riesco a vedere chi si collega da dove e quando e che pagina legge e quale dettaglio scarica. è un bel po' di gente che evidentemente è come me. gli basta leggere quel che scrivo ma non necessità poi commentare o conversare con me. è più facile per tutti, penso.

ma in realtà sogno una conversazione in cui la leggerezza non superficiale, la determinazione di superare il mio tentennare a dire è indolore e le mie risposte non mandano in tilt l'altro per via del mio modo diretto ma a volte spigoloso di dire le cose.

per finire: il music-doc mi ha mandato una roba fighissima. vi ricordate gene simmons dei KISS? bene, questo bad guy un po' agé non solo ha fondato una sua casa editrice per fumetti, ma ne ha scritto anche uno molto bello che si intitola "DOMINATRIX" - e io è da ieri che ogni volta che qualcuno mi rompe i coglioni mi chiudo in bagno e sto seduta sul bordo della vasca a leggere, leggere e rileggere - e mi prendo la rivincita su tutto quello che non funziona, che mi stanca e mi ha amareggiato o gettato nello sconforto della inadeguatezza totale ultimamente!

18.6.09

my body is a cage

il mio corpo è una gabbia che mi impedisce di ballare con chi amo.

credo che non sia l'unica.

14.6.09

sogno un sorriso

sogno il dolce sapore di una fetta d'anguria
mangiata di domenica pomeriggio
quando fa troppo caldo per qualunque altra cosa.
sogno di mangiare la polpa fresca, rossa e dolce,
mentre ti osservo a scrivere e a leggere.
sogno di attirare la tua attenzione sputando i semini,
il rumore ti fa alzare gli occhi dai libri
e, con la fronte corrugata, capisci il mio sogno

e mi sorridi.

Caledonia

(dedicated)

12.6.09

R.L. Burnside - Just Like A Woman

close eyes.
just listen.
and move just a little bit your ass on that chair.

it's good for 'ya mood, baby.

10.6.09

John Lee Hooker: This is hip

quando non hai niente da dire, dai musica.
play loud!

9.6.09

affinità elettive

alle volte si incontranno persone che non c'entrano nulla insieme.
salvo un particolare.

nel caso di Tom and Ella è la voce.
Si sente che si prendono moltissimo.

Ella deve stare seduta.
E' già malata.
Tom è nel pieno della sua energia.
Però contro la voce intuitiva di Ella lui può mettere solo la sua grinta.

alla fine della canzone è Tom che ha l'ultima parola.
e lei lo guarda. piena di ammirazione.
che donna saggia e generosa.

....sunny (ella), one's so true....I love you.

è la mia canzone preferita in assoluto.
non c'è nulla da fare.

8.6.09

UNSENSORED AND RUDE

This here song is from back in the day
Nineteen-hundred and sixty-two
My woman put my black ass out in the cold
I said, "baby why you leavin'?"
She said, "i love dun gone cold."
Oh, i waded through water and i waded through mud
Till i come to this place they call the bucket of blood

You know that bartender gave me a dirty look and a dirty glass
I said, "say muthafucka do you know who i am?"
He said, "hell no nigga i don't give a goddamn."

I reached down in my pocket and pulled out my shiny .44
Shot that muthafucka twice
He hit the goddamn floor
'bout that time you coulda heard the drop of a pin
That's when that bad muthafucka billy lyons walked in
...SING LOUD AND DANCE!
About that time a pimp eased up and turned out the lights
That's when i had ol' billy lyons dead in my sights
When the lights come back on ol' billy gone to rest
I put nine of my bullets in his muthafuckin' chest!
Yeah!

6.6.09

E penso a te

ragionamenti appena sveglia

ieri sera dopo tanto (e dopo aver visto con invidia quanti altri blogger ce l'hanno) sono riuscita ad installare un visit counter sul blog. Sì, che bella invenzione!
Ora saprò esattamente chi mi legge che cosa e da dove. ad esempio trovo una IP del ministero della giustizia che si è collegata al mio sito per un secondo. un secondo?! a fare che?

ma io voglio proprio sapere tutte ste cose? credo di no. o sì?
dall'altra parte se dovessero risultare 2 lettori e mezzo al mese, lo continuerei a scrivere con lo stesso entusiasmo? (sì, quello sì - lo scrivo principalmente per il mio divertimento, ragionamento, passatempo - da bambina tenevo un libro con disegni - il blog è la stessa cosa) oppure: se dovessero risultare un sacco di lettori? molto strano tutto questo.
e poi: come avviene la comunicazione tra chi scrive e chi legge. ad un commento ci si risponde, è chiaro. Ma ultimamente ricevo anche messaggi in privato. e rispondere a quelli è più impegnativo, perchè rischi di andare a conoscere persone nuove - una cosa che non avevo assolutamente prevista. E' impegnativo entrare in discorsi "importanti" con qualcuno/a che non conosci. Al supermercato in fila per il pane non succederebbe.

seeeh, ora mi faccio un caffè. ho dormito. miracolo? no. il music-doc mi ha dato musica buona. potente medicina per chi ha paura del buio e non sopporta tanto il dolore. lui sì che sa cosa rende felice le bionde! :-)

5.6.09

David Carradine died...

in a hotel room in Bankok.

mi piace ricordarlo come Cane più che in Kill Bill.

I remember you!

one of those days

ieri mi salta il collegamento che mi permetteva di pubblicare video di youtube qui sul blog. me ne sono accorta quando volevo mettere un video del vecchio serial tv "kung fu" per ricordare un bellissimo e giovane david carradine - morto suicida in un albergo di bangkok. preferivo ricordarlo come il monaco shao-lin Cane e non come Bill che da la caccia a Beatrix.
Poi ho ascoltato il discorso di Obama al Cairo. Come sempre saranno stato millioni ad aver ascoltato il riassunto chirurgicamente tagliato ad una mediocrità noiosissima - ed in molto meno ad averlo, come me, ascoltato tutto: un discorso pieno di buon senso. Diceva cose che sembrano cosi naturali, cosi normali, che non si potevano contestare, da nessuna parte. Lo ho sostenuto sin dall'inizio più di due anni fa, quando era un fenomeno tutto americano e tutto limitato alla rete - e ora provo una specie di felicità nel vederlo in una posizione in cui può davvero agire.
Poi ieri notte ho parlato con mio fratello che, stanchissimo dal lavoro, era in quel mood in cui non ascolti tanto quel che ti dice l'altro, ma ti fai cullare dalla voce per riuscire a dormire un po' dopo. Per trovare un po' di pace.

Io, sveglia tutta la notte, agitata e "restless" - come cazzo si dice in italiano?

2.6.09

the music doc at his best...

l'altro giorno il doc parlando mi dice "sai, ho visto un film ieri che mi ha veramente disturbato - martyrs....
lui fa sempre cosi. mi butta lì un osso, sicuro del fatto suo. sicuro che io lo prendo. passo la serata a guardare su youtube http://www.youtube.com/watch?v=yEbFekGA_DM - leggo le recensioni (anche se quelle di solito m'annoiano a morte e poi il mio critico preferito è appunto il caro, vecchio doc, che non ne sbaglia una). insomma riesco a procurarmi una brutta copia in lingua originale e oggi pomeriggio dopo una cavalcata bellissima con nuotata finale nel lago sono stanca abbastanza per guardarlo senza fare stronzate dopo.

ho visto tutte le cose che apparivano nei miei peggiori incubi da ragazza, ma anche da donna adulta. e lo ho trovato in un strano modo confortante. ho guardato tutto. ogni scena. tanto sapevo già la prossima.

io sono Lucie nei miei incubi ed Anna nella vita. Già, la vita.
La vita è la vecchia del film che vuole sapere cosa ci sia dopo la morte. la vita è la vecchia che causa tutto questo dolore e la sofferenza delle due ragazze e altre vittime in maniera cosi fredda e senza alcuna emozione. la vita è cosi: le cose brutte che ci fa ce li causa senza alcun motivo apparente - senza emozione. ma la cosa bella è che anna la sconfigge la vecchia (o la vita?) dicendole che dopo la morte non c'è null'altro. che tutto finisce lì.
non bisogna sconfiggere la morte infatti - è la vita che va sconfitta.

che non ci sia niente dopo. ne dubito però.

e il doc lo sapeva che mi sarei ritrovata!
lo sapeva e come.

1.6.09

some people...

con alcune persone non puoi litigare senza morire un poco.
con alcune persone farai sempre l'avvocato della controparte - cioè la loro...e vinci tutte le cause.
con alcune persone è perfettamente inutile chiedersi perchè si prova questo e quello - tanto loro, anche se non fanno nulla di particolare - continueranno a renderti la vita più sopportabile senza che tu capisca il come.

con alcune persone non bisogna esagerare. proprio perchè ti permettono di farlo ogni volta.

some people!