1.7.09

no pain no gain and other bullshit

ho già scritto sul dolore e cosa è per me.
ma dopo questa notte
devo aggiungere un dettaglio.
non è che mi piace far soffrire qualcun altro
(con reciproca soddisfazione, s'intende)
per dimenticare il dolore che alle volte devo sopportare
nella vita reale.
mi piace proprio e solamente per uno stupidissimo motivo.
farlo a qualcun'altro sembra ridarmi un po' di dignità
quando, come questa notte, ho dato il peggio di me.
lamentandomi e piagnucolando.

quindi ho deciso.
antidolorifico! mi ci vuole. e potente anche.
dopo chiamo Katia.
lavora qua sotto.
fa l'estetista.
è maneggevole e spavalda al punto giusto.
e adora essere "celofanata" con seguente gioco di lama.

...il dolore o lo domini appena accenna ad arrivare, altrimenti ti domina lui - e se perdi quel momento in cui ti devi concentrare a non farlo arrivare al midollo si fa la figura, appunto, della smidollata. che palle!

30.6.09

Just a little - Liberty X

when you play the game
you never do it without the right music.
the right music is not necessarily what you listen to in your real life.
but it must have necessarily the right rythm.
and lenghth.

....work it a little bit.....gimme' just a little bit more.

try!

Annie Lennox-Wonderful

...can't you see my heart burning in my hand?

die sache mit dem herz brennen ist deshalb so "uncool", weil meist nie beide gleichzeitig brennen. scheiss-timing. stimmt!

love, tom

29.6.09

Somebody To Love - Queen Live At The Bowl

avevo 14 anni e le idee molto chiare.
una era di conoscere freddy e sposarlo.
ecco.

All Saints - Never ever

dedicated to claudia - everything is gonna be allright, sweetheart.

27.6.09

rebels and bandits not necessarily die young!

I would have a date with THIS guy.
wouldn't question anything.
and would do with him - whatever he feels comfortable with....yeah!

some men are like thunder, some are like storm.
But ever once in a while you meet a thunderstorm-man - that's when you can call yourself lucky! (one of my mom's principles)

http://www.shantaram.com/

sing, baby, sing!

un mio vecchio amico, avvocato per vivere e musicista per sopravvivere (e uno di quelli che ti chiede lo smalto in prestito) una volta mi disse "tu non è che hai una gran voce, ma è come le canti le cose che fa impazzire la gente."
io canto per divertirmi. io. non necessariamente per intrattenere gli altri (che hanno sempre le vie di fuga aperte).
è una delle cose che mi mantiene sana di mente.

After all, that's why the Lady is a tramp!

26.6.09

sogno maschile di inizio estate causato da un panino ai crauti e troppa birra

Notte insonne di inizio estate.


Non so come possa essere successo.
Guardo la figura immobile alla finestra. Il suo viso e la maggior
parte del corpo sono in ombra.
La luce della luna illumina le lunghe gambe; ai piedi due scarpe con
tacchi a spillo altissimi.
So che è completamente nuda.
Mi osserva.
Come diavolo ho fatto a finire in questa situazione - penso - cercando
di non essere troppo in imbarazzo per l'erezione che inizia a salire
alla visione di quel corpo.
Sono nudo. Ho le braccia in alto e i polsi legati da due robusti pezzi di seta.

Normalmente il fine settimana non esco la sera; un po' per la
stanchezza accumulata, un po' perché a vent'anni puoi far casini in
giro con gli amici per cercare di rimorchiare.
A quaranta, quando sei solo, hai molta meno voglia di casino. E di
trovarti qualcuno che scombini il ritmo di una vita monotona, ma che è
pur sempre quello che hai fatto una dannata fatica a costruire.
Fa caldo. Troppo per cucinare a casa.
Decidi che per una sera una birra e un panino al pub non ti uccideranno.
Esci presto perché non vuoi trovarti in mezzo a una bolgia di
ragazzi/ragazzini urlanti e in preda a crisi ormonali.
Un panino wurstel, senape e crauti e un litro di birra scura- ok, non
è serata salutistica - penso mentre addento deciso un bel boccone.
Finito il panino mi dedico alla lettura del libro che mi sono portato
dietro. Non ho voglia di tornare subito a casa. E fuori fa ancora
troppo caldo per sedersi su una panchina sul lungo mare.
Sollevo lo sguardo per un attimo, mentre prendo il boccale. La vedo.
Bionda, alta, snella. Deve avere la mia stessa età più o meno.
Indossa una camicetta bianca semi trasparente sotto a un giacchino
corto e una minigonna di pelle rossa molto corta. Le scarpe sono
aperte, le dita hanno una decorazione particolare, non capisco, forse
un ideogramma rosso scuro. Il tacco è alto e sottile. Indubbiamente
non indossa il reggiseno.
E la cosa mi turba più del dovuto.
Ha i capelli biondi corti e porta degli occhiali con una montatura
strana. Le lenti diventano chiare all'ombra e scure alla luce.
Guardo davanti a me - devo avere una espressione molto imbecille -
perché lei sorride, metà del viso in ombra e metà alla luce. Vedo
nella lente trasparente un occhio che mi guarda divertito.
Cerco di scacciare il pensiero di quello sguardo montato su quel
corpo. Cerco soprattutto di ignorare quella sensazione, quel liquido
movimento che parte dal centro del corpo e più in basso.
Penso che fra poco uscirò, che la tipa in questione starà al suo
tavolo e che, con un po' di fortuna, l'aria sarà abbastanza fresca da
schiarirmi i pensieri.
"Posso sedermi" - alzo la testa di scatto incredulo. Lei è li davanti
a me. E' alta e piena e...avrei dovuto bere meno birra perché non
riesco a dirle di no.
Si presenta. Anche io. Ci mettiamo a parlare del più e del meno. Lei
si toglie gli occhiali e mi guarda. A quel punto non so più cosa sia
ad attirarmi; se il suo accento tedesco e il modo di ridere lieve che
termina con una piccola smorfia amara della bocca; se i suoi occhi che
sono così profondi, capaci di passarti attraverso come una lama; se il
suo corpo pieno e il suo profumo che non riesco a identificare.
Prima di sedersi si è slacciata un altro bottone della camicetta. Mi
ci vuole uno sforzo incredibile per non affondare lo sguardo nella
fessura fra i suoi seni.
Capita. Capita più volte. E ogni volta nel suo sguardo c'è un sorriso
misto a qualcosa d'altro che non capisco.
Continuiamo a parlare. Offro un secondo giro. Beviamo, parliamo, ridiamo.

Lei si è accorta della mia erezione. Si avvicina. E' in piena luce
completamente nuda. Ha una lama in mano di forma strana. Si avvicina
sempre di più sono a disagio. Sono imbarazzato. E quella lama e il suo
sguardo non sono promesse di cose buone...

Passeggiamo sul lungo mare. Parliamo con calma. I discorsi sono
diventati più intimi e caldi. Lei si tiene sempre a distanza. Non si
fa toccare. Quando per caso le mani si sfiorano, lei ritrae la sua e
vedo un lampo di paura nei suoi occhi.
Camminiamo. Parliamo.

"Vieni a bere una cosa da me" - mi dice con il massimo della
spontaneità e sorridendo.
Accetto.
La sua casa è bella. Essenziale e allo stesso tempo piena di passato.
Prende del cognac e me ne versa un bicchiere. Siamo ai capi opposti
del divano. Lei e senza scarpe, che ha abbandonato appena entrati in
casa. Ha tolto anche il giacchino di pelle e adesso poggia il gomito
sul divano con le gambe accovacciate sopra.
Non posso fare a meno di notare le sue gambe. Non posso non notare che
un altro bottone è stato slacciato e che si intravede un capezzolo.
Lei sembra non accorgersene; la mia impressione è che sappia benissimo
che sono come una aragosta nella nassa.
Da qui non uscirò tanto facilmente...

Lei si avvicina e sfiora il mio petto con la lama; scende in basso e
comincio ad avere paura. Non dico nulla. Mi ha chiesto di stare in
silenzio qualsiasi cosa fosse accaduta.
La lama raggiunge il pene, lo tocca brevemente. Poi lei fa un
movimento leggero che se fosse fatto con forza e intenzione
significherebbe l'evirazione. La lama fredda sfiora appena la pelle,
non lascia segni.
L'erezione raggiunge il suo massimo.

"E bello vivere per te" - mi chiede all'improvviso. Non so che
rispondere. Sto cercando ancora di capirlo alla mia età. "Credo di si"
- rispondo - "anche se non saprei spiegarti bene il perché".
"Bene" - dice rimanendo un attimo in silenzio.
"Da quanto non fai l'amore" - la frase esce fredda da lei, che mi
punta gli occhi negli occhi. "Da molto tempo" - rispondo un po'
imbarazzato. Penso "mi sa che ci siamo"...

Lei e di fronte a me indecisa. Si volta e poggia la lama su un tavolo.
"Scusami, io ... eh che io... non riesco a farmi toccare da nessuno"
Una lacrima le riga il volto. La potenziale belva che un minuto prima
mi aveva fatto temere per la mia incolumità ora era li. Un essere
umano nella sua fragilità.

"Anche io non lo faccio da molto" - dice sorridendo - "vuoi
interrompere l'astinenza con me stasera?". Non ho scelta. "Si" -
rispondo finalmente.
"Adesso giochiamo" - dice - "le regole le faccio io e sono semplici;
qualsiasi cosa succeda non dire nulla se non parlo io, ok?" - dice
alzandosi in piedi. Non posso fare a meno di notare che non portava
mutandine. "Ok" dico al limite del belinismo da ormone sparato - "C'è
altro?"
Lei si toglie la camicetta "Si, adesso spogliati. Voglio fare un gioco
e il gioco prevede che tu stia legato e faccia fare le cose prima a
me, ti va?" - "Va bene" - dico meccanicamente non rendendomi conto
delle possibili conseguenze. I suoi seni sono splendidi e rimango
ipnotizzato osservando i capezzoli. Lei attende che mi sia spogliato e
mi lega i polsi in alto, con delle pezze di seta. Non fanno male. Ma
non posso liberarmi e me ne rendo conto dopo.
Con un solo movimento si sfila la minigonna e rimane nuda di spalle.
Splendida! Volta leggermente il viso e mi dice - "Non preoccuparti,
non ti farò troppo male..." - andando in un altra stanza ridendo.
Comincio a darmi del coglione.
Lei rientra nuda, con indosso un corpetto di pelle che solleva i seni
e risalta i colori dei capezzoli, delle scarpe con un tacco alto e
qualcosa in mano che non vedo.
Sta immobile ed in silenzio alla finestra quasi tutta in ombra.
Sento il suo respiro profondo, un misto di furia e desiderio.
Credo che dovrei avere paura. Ma decido che è meglio stare in silenzio
ed aspettare ....

"Non voglio toccarti" - le dico con voce calma. "Ma se vuoi tu puoi
farlo". "Non avere paura, non posso toccarti neanche se volessi
farlo." - la guardo perché a questo punto anche se ho paura desidero
che lei mi tocchi, anche se mi fa paura.
Lei si avvicina.
Le sue mani passano con le unghie sul petto.
Gioca con i capezzoli e rimane affascinata da come il mio pene
risponda indurendosi.
Mi sfiora a lungo. Poi si china con le labbra a succhiare un mio
capezzolo a morderlo.
Mi carezza e mi stringe sempre di più.
Scende e mi guarda negli occhi mentre lo prende in mano.
Siamo vicini, così vicini.
Sento il suo respiro.
Mi guarda e muove me al ritmo dell'altra mano che tiene fra le sue gambe.
Ci guardiamo. Gemiamo. Alla fine urliamo e io le esplodo sul ventre.
"Continua" le dico - "Continua".
Lei si strofina su di me. Sembra che la paura sia passata.
Si china e lo prende fra le labbra guardandomi.
In breve e di nuovo pronto. Prende una cosa dal tavolo e per un attimo
penso con paura al coltello.
Invece e solo un condom che lei mi fa indossare aiutandosi con le mani
e la bocca.
Sono in piedi nudo.
Lei davanti a me aggancia la sua coscia sinistra al mio fianco destro.
Le sono dentro in un attimo. Si tiene forte a me. Mi morde mi stringe.
Spingo più che posso nel suo corpo.
Lei abbassa la mano destra dietro di me, fra le natiche. Fa entrare un
dito prima piano, e poi con forza maggiore, con lo stesso ritmo delle
mie spinte. La sento venire una volta, due e alla terza lascio
sfuggire un urlo soffocato e le vengo dentro.
Sono sfinito.

Mi guarda.
Un attimo di paura. Scioglie le mia mani. Mentre cerco di riattivare
la circolazione mi toglie il condom e mi pulisce con una salvietta
detergente.
In ginocchio di fronte a me mi chiede: "hai avuto paura?" - "Si" -
rispondo istintivamente.
"Vuoi che continui" - dice annuendo con lo sguardo verso il mio pene -
"Si" - "Solo una cosa. Adesso prova a toccarmi. Ma con calma, ok?" -
"Ho paura".
Allungo piano una mano e le tocco il viso dove prima era passata una
lacrima. Lei sorride e si riempie la bocca di me.

Alba.
Guardo fuori dalla finestra.
Sto bene.
Non so cosa succederà in futuro.
Ma sto bene.
Stanotte due solitudini si sono schiuse per un po'.
Sospiro.
"A cosa pensi" - dice facendomi trasalire. E' nuda vicino a me. "Forse
ho capito perché la vita è bella, sai?".
Sorride e mi viene vicino. Allargo le braccia. E' la prima volta che
si fa stringere.
Mi guarda.
Non c'è nulla da dire.
Sono un lungo caldo bacio.

mod assicura che non c'entra un cazzo col contenuto del racconto :-) ma prevede cervelli maschili spenti da una torva eccitazione!

25.6.09

Venus - Beautiful

...the usual shit....as lovely Peter says.

listen with care!

23.6.09

Bettye Lavette - Let Me Down Easy

quando ho una storia in testa
la musica non manca mai.
non serve parlare.

ciao bambina!

non amo i vezzeggiativi.
non sono "tesoro" o meno che mai "piccola" per nessuno.
salvo quando è fatto da uno/a che mi conosce molto bene
e che probabilmente nutre dell'affetto vero per me.
allora la conversazione potrebbe finire con un
"ciao bambina"
senza che io mi senta in guerra.

che giornata di merda mescolata al miele dolce della tenerezza.

thank you.

21.6.09

appena sveglia

(ho già scritto un blog con un titolo simile - solo che c'era anche la parola "ragionamenti" - quella la lascio perdere, và. ultimamente mi son accorta che ragionare mi viene sempre peggio. e non credo sia l'ora :-)

la casa è ancora silenziosa.
scrivo ora perchè fra pochi istanti si sveglieranno tutti
e vorranno mille cose da me.
fino a sta sera.
poi basta.
che bello quando la gente a cui vuoi bene se ne va. :-)
la mia solitudine è preziosa. toglimela anche solo per pochi giorni
e ho una specie di crisi d'astinenza - la troppa compagnia mi uccide!

negli ultimi giorni ci sono stati degli avvicinamenti vari.
cioè mi sono lasciata trascinare in più di una conversazione
con persone che non ho mai visto.
alcuni ti mettono a tuo agio, altri li scarti dopo 5 minuti perchè sono prevedibili e sai già dove vogliono andare a parare, e altri ancora sono troppo presi da se stessi per accorgersi di te - sembra che ci si parli con questi, ma in realtà non è cosi.

virtuale, reale, epistolare, spirituale, fetish o vanilla: dopo un po' sento la fatica di spiegarmi. dire chi sono, cosa faccio, con chi e perchè - e soprattutto in che maniera mi diventa insopportabilmente pesante.

da quando ho istallato il contatore delle visite sul blog riesco a vedere chi si collega da dove e quando e che pagina legge e quale dettaglio scarica. è un bel po' di gente che evidentemente è come me. gli basta leggere quel che scrivo ma non necessità poi commentare o conversare con me. è più facile per tutti, penso.

ma in realtà sogno una conversazione in cui la leggerezza non superficiale, la determinazione di superare il mio tentennare a dire è indolore e le mie risposte non mandano in tilt l'altro per via del mio modo diretto ma a volte spigoloso di dire le cose.

per finire: il music-doc mi ha mandato una roba fighissima. vi ricordate gene simmons dei KISS? bene, questo bad guy un po' agé non solo ha fondato una sua casa editrice per fumetti, ma ne ha scritto anche uno molto bello che si intitola "DOMINATRIX" - e io è da ieri che ogni volta che qualcuno mi rompe i coglioni mi chiudo in bagno e sto seduta sul bordo della vasca a leggere, leggere e rileggere - e mi prendo la rivincita su tutto quello che non funziona, che mi stanca e mi ha amareggiato o gettato nello sconforto della inadeguatezza totale ultimamente!

20.6.09

18.6.09

my body is a cage

il mio corpo è una gabbia che mi impedisce di ballare con chi amo.

credo che non sia l'unica.

14.6.09

sogno un sorriso

sogno il dolce sapore di una fetta d'anguria
mangiata di domenica pomeriggio
quando fa troppo caldo per qualunque altra cosa.
sogno di mangiare la polpa fresca, rossa e dolce,
mentre ti osservo a scrivere e a leggere.
sogno di attirare la tua attenzione sputando i semini,
il rumore ti fa alzare gli occhi dai libri
e, con la fronte corrugata, capisci il mio sogno

e mi sorridi.

Caledonia

(dedicated)