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24.11.10
yes, it is love!
io mi ricordo molto bene di quando ero bambina.
volevo essere come tatum o'neal in paper moon.
infatti un bel giorno mia madre mi beccò a fumare una delle sue Kent (rigorosamente "d'oro").
Mi ero piazzata nella sua poltrona, una roba da fin du siècle che aveva ereditato dalla sua nonna.
un mobile enorme, di pelle e legno scurissimi.
avevo un vestitino di cotone. chiaro, a quadretti rosa-bianco.
ricordo che il fumo mi faceva subito girare la testa.
ma rimase lì, seduata come un indiano che fuma la pipa del gran-consiglio.
ai miei piedi, con la schiena appoggiata al mobilone, mio fratello che giocava con la mia bambola.
ho questo ricordo cosi nitido: mi sentivo benissimo. sentivo di avere in questo momento un qualche strano potere, come una regina o qualcosa del genere.
poi entrò mia madre. da prima ci guardò. poi senza dire una parola si sedette nell'altra poltrono più moderna e piccola - accavallando le sue belle gambe.
"me ne offri una anche a me, liebling?"
(Non ricordo una volta che mia madre ci abbia spaventata in un momento del genere. La sua rabbia poteva essere potente ma mai per "questioni di curiosità" come diceva lei.)
ricordo che cercai di farle accendere la sua sigaretta con l'accendino.
"preferisco il cerino," disse "crea senz'altro più atmosfera."
Per un istante che mi sembrò lunghissimo restammo lì a fumare in santa pace.
Alla fine mama disse "prova ad accavallare le gambe anche tu. insieme alla sigaretta ti rende una vera signora!"
Non mi ero mai sentita cosi - presa sul serio, rispettata. non so, era come entrare davvero nel mondo dei grandi. avevo 7 anni.
Dopo vomitai l'anima sporcandomi il vestito.
e ricordo la mama che disse "ogni cosa a suo tempo. magari ci riprovi quando sarai un po' più grande!"
Ormai ho smesso di fumare sigarette da tempo. e non mi è mai piaciuto accavallare le gambe ma di quel momento mi ricordo come se fosse oggi.
Adoravo mia madre.
27.5.10
Ride, Sally, Ride!
la avevo già messa una volta questa canzone.
insomma è una delle mie canzoni preferite, storiche e con un rituale ben preciso che rappresenta.
la metteva mia madre quando faceva un viaggio con noi figli. cantavamo la voce principale a turno con gli altri due che facevano il coro. una volta ci portò ad Alassio (prima volta in Italia, avevo 15 anni e Tom 14 - mi madre era una bellezza bionda, statuaria e irraggiungibile per chiunque. aveva 40 anni allora ed era all'apice di tutto. Insomma durante quel viaggio arriviamo al casello di Genova cantando a squarciagola la canzone di Sally che gira nella sua bella Mustang - una macchina americana bellissima con un motore che è davvero una tigre. Lo so bene io, l'ho guidata! il tizio dentro il casello ci guarda allibiti, a bocca aperta e col ticket in mano sospesa nell'aria. Poi sorride, si alza e balla dentro quel bugigattolo piccolo e buio.
siamo rimasti due settimane lì in un alberghetto vicino alla spiaggia. conobbi un giovane uomo sui 30 che era sempre solo in spiaggia, veniva lì per parlare con me e senza mai farmi una avance. aveva degli occhi neri bellissimi. il pen'ultimo giorno capì perché era sempre stato cosi "rispettoso" nei miei confronti. in spiaggia arrivò il suo compagno Leonardo (che strano ma non ricordo il nome dell'altro!). dovevano alloggiare in alberghi diversi e fare dei numeri da circo per potersi amare. l'ultima sera la abbiamo passata tutti assieme, prima a mangiare e poi a ballare in una di quelle discoteche all'aperto.
ovviamente la mamma ha chiesto di suonare Mustang Sally.
era l'estate dell'83.
voi dove eravate? cosa facevate? eravate felici?
love, mod
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