...vuol dire tradotto più o meno "le cose come stanno" ed era un libro di una scrittrice francese, benoite groult, che da ragazzina avevo preso a mia madre - leggendolo non capivo una mazza di questi adulti che si facevano mille pippe con ste relazioni amorose. già allora dentro di me sapevo che io sarei stata monotematica. non avrei potuto mai amare prima uno poi l'altra poi il terzo. ho riletto il libretto stanotte e ho costattato che da giovane ero già in grado di analizzare bene me stessa, perchè è stato esattamente cosi: non sono mai riuscita a dare affetto facilmente a qualcuno - eppure sono di carattere affettuoso. non sono mai riuscita ad abbracciare facilmente le persone - eppure sono una che ama il contatto fisico con un altro essere umano. non sono mai stata capace di dire "ti voglio bene" o peggio ancora "ti amo" a chichessia...- come se dovessi chiedere "mi passi il sale, per favore?", eppure so amare profondamente, senza distrazioni fin quando dura e anche oltre la morte.
credo che questa cosa mi abbia protetta da un sacco di gente cattiva.
credo anche che mi abbia impedito di "divertirmi" e di essere una persona "normale".
essere "mono" nelle relazioni d'amore è però anche un forte antidoto all'usa e getta che oggi sembra divorare tutto e tutti.
o le persone con grande affanno si buttano in una scopata dietro l'altra - e ogni volta giurano che "questa volta è amore vero" oppure perdono totalmente la capacità di comunicare le proprie emozioni. trovano nel "è solo sesso" la ragion di vita e l'affetto lo conservano per i figli o il gatto.
ho capito che è complicato. ho capito che c'è una grande stanchezza. ho capito che non c'è tempo. ma siccome io l'amore perfetto (per me!) lo ho potuto vivere per 13 lunghi, complicati, eccitanti anni anche se con finale tremendo, so che è possibile. e quindi non mi perdo d'animo e resto capace d'amare e di essere amata (l'ultima un po' meno).
con questo caldo si sta fermi, sdraiati da qualche parte con un libro in mano che pesa e girare le pagine è un'impresa. mio figlio passa e mi porta da bere un bicchiere di tè verde - "bevi mama, ti fa bene, devi bere tanto!" mi bacia sulla bocca (da noi si usa cosi) e se ne va al lago, dove c'è una baia che si chiama "delle sirene". l'acqua lì è verde - come i suoi occhi.