13.5.10

HARD CANDY

ho visto questo film. 2 volte. con una pausa lunga in mezzo.
io ho due chiodi fissi sempre in mente: "la caccia" e "la vittima che si trasforma in carneficie".
il primo chiodo è semplicemente un gioco, il secondo no - il secondo è il resultato di una esperienza diretta, quindi reagisco come la benzina ad un fiammifero acceso a certi trame di film.
ecco, la trama.
(non ho voglia di fare il riassunto, leggetevi le info qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Hard_Candy_%28film%29. Inoltre ci sono vari pezzi su youtube e tutti hanno la funzione "embed" disattivata. in italia il film non è mai arrivato nelle sale. lo si può prendere solo a noleggio. neanche si vende.)
è la favola di cappuccetto rosso. capovolta. metaforicamente parlando la ragazza in questo caso va nel bosco di proposito, ma non per andare a trovare la povera nonna malata, bensì per dare la caccia al lupo cattivo (un bello e giovane fotografo di moda di successo) che secondo lei ha abusato e poi ammazzato una sua amichetta.
se leggete le critiche in tutte le lingue leggerete cose come "disturbante", "agghiacciante", "terrificante"...insomma leggeteveli se vi va.

io non ho pensato o provato nulla del genere.

per me il film ha raccontato il tema della pedofilia e dell'abuso sui minori in maniera pura, non inquinata, o meglio dire, influenzata dalle tante cose dette sull'argomento in precedenza da scienziati e esperti che però non potranno mai veramente cogliere e mettere dentro leggi e regole il "fattore umano" sia dalla parte dellla vittima che dalla parte del carneficie della facenda.

il film poi non da spazio ad alcuna trattaviva. la ragazza è determinata, matura, intelligente - quando nel film "fa la bambina" risulta quasi artificiale e ridicola - lei ha un progetto ben pianificato e lo porterà a termine senza alcun rimorso. molto semplicemente.

Il fattore disturbo di cui avvertono i vari critici, mi pare di capire, deriva da due aspetti: nel film non viene mai fuori chiaramente se il fotografo è colpevole o meno e poi la ragazza (bravissima l'attrice - sembra la sorella minore di Lisbeth Salander) con il suo atteggiamente farà pensare a più di uno spettatore (uomini e donne) che non sono i "bambini" che devono essere protetto dagli adulti ma viceversa e che la "pedofilia" è un argomento dove è lecito "interpretare" i vari aspetti legali, morali, pratici. il film tenta lo spettatore di permettersi di pensare che ci sia spazzio per una specie di trattattiva (per esempio: ma a 14 anni una bambina è una bambina oppure può sedurre un adulto che se cede però non è da colpevolizzare...poverino?)
per lo "spettatore innocente" (ma esiste?!) che non è mai venuto a contatto diretto con il tema della pedofilia, ma ne legge solo sui giornali effettivamente questo film sconvolge. sconvolge più che altro che "l'innocenza" sembra non esistere.
ma per chi ha vissuto o vive sulla propria pelle o per chi ha commesso o commette degli atti di abuso sessuale, secondo me guarda il film indovinando la prossima scena e sentendosi perfettamente a casa in quel racconto reso claustrofobico e senza via d'uscita dalla sceneggiatura che è un vicolo stretto, quasi coatto e senza un percorso alternativo.

quello che ha spaventato me di questo film è che mi sono immaginata l'uomo pedofilo che va al cinema, guarda questo film e ne esce aguerrito, pensando che "allora le ragazzine se le cercano e vanno pure punite".
quello che mi ha toccato profondamente, invece, è il visino pulito della ragazzina che sembra avere la febbre per quanto è presa dalla sua missione e dalla volontà di non lasciarsi vincere dalla situazione - che ovviamente è troppo grande e terrificante per lei - mi ha colpito dritto al cuore la sua apparente freddezza nel compiere le azioni sull'uomo. una freddezza piena di paura, terrore e smarrimento.

mi è rimasto in mente la frase su wikipedia che recita che il film si basa su una cosa realmente accaduto in giappone dove un gruppo di ragazzine sistematicamente "catturava" uomini di una certa età per accanirsi contro loro. il mio mondo sembra entrare in una specie di centrifuga quando leggo cose del genere e ho quel freddo che avevo quando avevo 6 anni. non si può guarire e non si può dimenticare. non si può mai diventare veramente adulti - si resta prigionieri di quella infanzia frantumata.

il film me lo ha segnalato il Doc che mi conosce molto bene e che si rifiuta da sempre di trattarmi da "malata" di ogni genere. la mia gratitudine in questo senso non ha limiti.

18 commenti:

robydick ha detto...

mooolto interessante, lo guarderò sicuramente. ciao

Gio ha detto...

Decisamente, la parola 'Fine' non arriva quando lo crede qualcuno, o qualcosa.

A presto Mod!

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

devo ancora vederlo
ma la presenza di ellen page come protagonista mi ispira molto

Malumore ha detto...

io l'ho visto, e non ti so esprimere un parere.. è sicuramente un film forte, anche se un pò di pietà per quel miserabile devo dire che l'ho provata.. a me i film violenti piacciono ma questo era davvero realistico e non sapeva proprio di finzione, lasciandomi con una sorta di blocco allo stomaco. è di quei film che non hanno la pretesa di esser belli, quanto quella di farti vivere ogni istante con empatia. non sapevo che non fosse in commercio, in effetti io l'ho scaricato dal mulo

modesty ha detto...

roby) a questo punto però attendo tua recensione.

gio) scusa, sono un po' rinco oggi. cosa intendi?

marco) ellen page promette bene. anzi mantiene quel che promette.

mal) nella migliore delle ipotesi quel "blocco allo stomaco" è la tua coscienza che funziona bene.

robydick ha detto...

passa domani cara modesty, me lo sparo stanotte, m'è venuta la scimmia tra quello che hai (ottimamente) scritto ed i commenti...

Lucien ha detto...

Un bel thriller. Fra l'altro non semplice tenere alta la tensione avendo due soli personaggi. L'ho visto anno scorso; in Italia non è mai stato distribuito al cinema, ma è uscito solo in DVD. L'ideale sarebbe vederlo senza sapere nulla della trama...

Gio ha detto...

Le condizioni che si possono esprimere con una semplice, terribile, parola (malato, derelitto, violentato, anche se in modo parziale, nel caso del film in questione) NON esauriscono l'esistenze dei malati, dei derelitti e dei violentati.
La malattia, la violenza ... non racchiudono tutta l'esistenza di chi ne ha subito l'ingombrante peso.
C'è spazio, magari in zone d'ombra, per amore, ma anche odio, desiderio e ossessioni che si coltivano con cura e premura al riparo da occhi indiscreti.
La parola 'fine' alle nostre vite non è così scontata come si possa credere.

A presto!

il monticiano ha detto...

Prendo nota della tua recensione e penso che, parlandone con mio figlio, cercherò di vederlo in DVD.
Ciao, come va?

modesty ha detto...

roby) ...quindi tu ti arrapi quando io scrivo "ottimamente" sull'argomento della pedofilia?

luc) cazzo, io rovino sempre tutto quando scrivo la recensione di qualcosa. sono talmente concentrata su di me che me ne frego di chi ancora non ha visto. hai ragione. la prox volta sarò più misteriosa. :)

gio) un altro commento che va nella mia personale hall of fame. grazie, kleiner.

al) non mi deludi proprio mai su queste cose.

love, mod

dlx ha detto...

scaricato e visto. finito adesso. la sensazione mia è che il "pedofilo" rimanga troppo sullo sfondo, sfuocato, a tal punto che si nota solo la crudeltà di una ragazzina nei confronti di un pover'uomo. ragazzina peraltro improbabile, a mio avviso, perchè mostra una profondità di analisi e lucidità che non mi risultano nei quattordicenni. in ogni caso, il film mi è piaciuto. grazie per la dritta.

modesty ha detto...

il rimanere "sullo sfondo" secondo me rispecchia perfettamente la realtà: quando prendono un pedofilo nessuno di chi lo conosce riesce a credere che sia un mostro. la figura del pedofilo ha intorno a se molto spesso una specie di nebbia mimetizzante che serve a rendere la sua figura meno brutta - fa sì che lui risluta meno orco.

la ragazzina risulta "improbabile", secondo me, perchè nessuno vorrebbe un mondo in cui una 14enne è capace di costituire un piano cosi lucido e senza sbavature. nessuno vuole un mondo in cui le bambine sono cosi crudeli e senza scrupolo alcuno. fa paura tanta una che a 14 anni capisce la psiche di un adulto tanto da manipolarlo a suo piacimento.

le 14enni cosi esistono. magari non nella esagerazione filmica che hai appena vista. ma esistono e come. io sono un esempio. secondo me ce ne sono pure tante.

a questo punto mi resta chiederti cosa esattamente ti sia piaciuto.

intanto grazie per il commento che secondo me è l'unico vero feedback per ora.

love, mod

robydick ha detto...

@mod: mi arrapo di Cinema! :-)
il mio feedback lo trovi qua: http://robydickfilms.blogspot.com/2010/05/hard-candy.html
grazie ancora per la segnalazione.

dlx ha detto...

..."a questo punto mi resta chiederti cosa esattamente ti sia piaciuto."

LOL
Guardo sempre le cose da diversi punti di vista. Il film mi è piaciuto per: i primi piani, i tagli, gli spazi ampi degli ambienti che vengono chiusi all'improvviso con strisciate di colore o attimi di buio. C'è tensione e suspence, non per l'interpretazione degli attori, ma per uno studio molto attento della regia (hai notato che quando il fotografo è legato sul tavolo, le mani diventano viola?). Un film può essere bello a prescindere dalla trama.
Un bacio

modesty ha detto...

rob) sensata anche la tua recensione. hai ragione la mia è più una esperienza raccontata. grazie per la citazione. intanto t'ho schiaffato nei miei blog preferiti.
love, mod

lù) sì, lo avevo notato il dettaglio delle mani blu e quel che mi fa impazzire che sapevo che TU l'avresti notato, cazzo!

robydick ha detto...

@mod: link ricambiato con molto piacere. pensavo d'averlo già messo, ma sai, noi anzianotti... :)

vorrei dirti una cosa:
una recensione come un'esperienza, e sono sicuro che hai già inteso bene, non è affatto dal mio punto di vista una definizione diminutiva, ANZI !
sono meno tecniche (forse) ma colgono il recondito, che poi recondito non è, se non per chi non ha il bagaglio di vita che ha aperto un canale ricettivo per determinati messaggi.

chiudo e ti lascio con un esempio di quello che intendo con recensione-esperienza, una che sì è all'altezza di quanto hai scritto qui:
http://robydickfilms.blogspot.com/2010/02/lo-spazio-bianco.html

Colei che... ha detto...

E mi tocca scrivere anche qui, dopo aver letto post e commenti... una cosa sola: attenti alle quattordicenni. Davvero pensate che siano solo delle "bambine"? Probabilmente gran parte delle ragazze a quell'eta' sono ancora infantili ed innocenti, ma molte sono lucide, adulte, e perche' no... spietate.
E capisco Mod quando parla di lei.

Alessandro Giovannini ha detto...

Non ho potuto resistere alla tentazione di essere il 100esimo sostenitore! Ciao e complimenti per il blog! Pass a dare un'occhiata al mio se ti va (recensisco film). DI questo film ho sentito parlare un gran bene da tutti quelli che l'hanno visto: dovrò decidermi a vederlo prima o poi...