28.7.09

ready or not

avevo già messo il solito pezzo di musica da youtube.
(gospel!)
non ho niente di carino/profondo/divertente da dire.
sto partendo. le valigie sono lì, già pronte.
mancano cosmetici e medicine. lì metterò per ultimi.
vado via senza sapere quando torno.
ho salutato mio figlio 10 giorni fa.
per il suo compleanno gli abbiamo regalato di poter lavorare due settimane all'estero (niente di pericoloso!) per una delle ONG più belle che connosca.
metterà il naso dentro quel mondo di persone particolari che era anche il mondo di suo padre. ha espresso il desiderio di lavorare lì quando finisce gli studi e io non posso che esserne felice.
ieri sera mi chiama. la voce tranquilla e serena. è la prima volta che deve fare da solo. abita da solo in un appartamento in centro, fa la spesa, cucina, gestisce gli orari e mi dicono che sul lavoro è ben voluto e bravo. con la sua maniera tranquilla e riflessiva fa cose che neanche erano previste.
lo abbiamo mandato via prima della mia partenza, cosi non ci sono gli adii.
ora non sono più tanto sicura di aver avuto una idea geniale: come faccio ad andarmene senza salutare chi amo di più.
ho dormito poco, come sempre.
passo le giornate fino alla partenza guardando la TV amricana - per abituarmi a quel mondo cosi diverso da quello italiano.
non riesco tanto ad ascoltare la musica. non so cosa voglio. metto un CD e lo tolgo dopo poco. la musica mi mette quella agitazione emotiva che forse in questo momento evito istintivamente - per non indebolirmi in nessuna maniera.
mi serviranno tutte le risorse di cui dispongo.

non ho paura di morire.
ma detesto la incertezza sul quando (esattamente) e come (esattamente).
è l'incertezza che mi getta nel panico.
vale anche per tutte le altre cose della vita.
prima di tutto le relazioni affettive.
non parlarmi, non dire quel che si prova con una come me è
un ottimo metodo per uccidermi dentro.
non che renda la cosa facile all'altro, eh?!
con me devi inistere per potermi dire quel che provi. sulle prime cerco di schivarle ste cose - anche in maniera piùttosto cattiva.
troppa emozione uccide.

e mi viene il dubbio che anche l'amore è una specie di malattia incurabile.
e anche che io non abbia capito ancora nulla della vita.

5 commenti:

Andrea ha detto...

Erano i replicanti di Blade Runner che avevano un tempo prestabilito, una data di immissione certa e una di termine. Tutti gli altri galleggiano dentro acque incerte e profonde.
E' la nostra esistenza: non è perfetta ma è la nostra esistenza.

Ti lascio queste parole nella speranza che ti portino tanta fortuna, come credo lo abbiano fatto in un altro viaggio:

Phone's off the hook
No one knows where we are
It's a long time since I
Drank champagne
The ocean is blue
As blue as your eyes
I'm gonna take it with me
When I go.........

fabio r ha detto...

ovunque tu vada, per il tempo che occorra, spero ti rilasserai anche un po' ....
Gute Reise

modesty ha detto...

andrea: voglio anche la musica. mi spetta! kekkazzo! :-)
fabio: und du denk dran! lass dich von B. umarmen, alles klar?!

guard runner ha detto...

Trudy è un bel nome, mi piace. Ricorda il soprannome della mia professoressa di greco del liceo così denominata perchè fisicamente simile alla moglie di gambadilegno; non proprio bellissima quindi.16 anni è una bella età; vedrai che prima o poi metterà la testa a posto. ciao

Rez ha detto...

L'amore è una malattia mortale ... l'unica per cui valga la pena morire.

Buon viaggio ragazza.