12.11.07

La Buca

Mio fratello mi viene a prendere nel mio ufficio. La biondina che lavora al centralino gli sbava dietro. Anche il morettino stagista. Lui ha solo occhi per me. Io non lo so ancora, ma da lì a 2 ore ci sarà una bella sorpresa per me e lui non vuole perdersi neanche una sfumatura delle mie reazioni.
“Andiamo. Ti porto a cena” – mi dice.
Non mi va. Sono vestita da lavoro. Tailleur nero, camicia bianca, scarpa nera con tacco 7 (dopo 10 ore di lavoro non me li sento quasi più i piedi!!!!) – sono sobria, seria.
“Dai, voglio cambiarmi, mettermi più comoda….non ce la faccio più con quelle scarpe”.
Nel frattempo siamo arrivati alla macchina. Mi apre la portiera. In macchina mi fa solo un gesto con la testa di guardare dietro, sul sedile posteriore. C’è il guinzaglio. Lo portiamo entrambi, secondo chi riceve la sorpresa. Sorpresa = indossare guinzaglio = godersi il gioco.
Mi metto il collare e mi scordo i vestiti più comodi. Merda, devo anche pisciare! Da adesso in poi, dovrei implorare – e francamente non mi va.
Cena al ristorante tedesco. Cucina superiore. Costosa e concreta. Ambiente da banchiere privato. Non so se rendo l’idea. Mi viene voglia di ruttare forte, ma uno sguardo di mio fratello mi fa chinare la testa. Mi comporterò bene….voglio la mia sorpresa, mica perché mi fa paura!! All’uscita dal ristorante lega il guinzaglio al collare. Longe in cuoio nero, largo 3 cm. Collare in accaio inox a strozzo con inserto di doppia catena, per il minimo sforzo con massimo effetto. L’ultima volta che lo ha indossato lui, gli ho fatto sanguinare il collo. Cazzo, oggi non prevedo niente di “nice and easy”. Mi spiego?!
Incontriamo poche persone, che però tutte quante devono guardare due volte, prima di focalizzare che c’è un gigante biondo che tiene una giganta bionda al guinzaglio. Si assomigliano. Sono belli, ma nessuno si sognerebbe mai di avvicinarli! Passa un vecchio con un cane pastore che passandoci accanto abbassa la testa e la coda. Si sottomette alla bestia più forte. Penso che già a quel punto entrambi abbiamo un’erezione! Ognuno come meglio riesce.

“Dove mi porti?”
Strattone. Mancanza d’aria.
E non aggiungo altro.

Un vecchio garage sotterraneo abbandonato. Roba della vecchia cara DDR. Si vedono ancora i murales di Ulbrich, Honnecker e tutta quella brava gente. La nostra macchina si ferma al posto dove una volta si pigliava il parking-ticket. Ora c’è un tizio grande, grosso ma non scemo che saluta mio fratello con quella stretta particolare di afferrata del polso – aha, penso, uno del suo branco. “Bella cagna. Nuova?” E mio fratello, “è mia sorella, stronzo”. E l’altro fa un’inchino formale perfetto nella mia direzione “Gnädige Frau”. Lo guardo soltanto e faccio vedere i denti come un cane che righia. Poi ridiamo tutti e tre.
Nel centro del garage hanno creato “la buca”. E’ lì nel terzo sottolivello. Al secondo sottolivello c’è un semplice corrimano ad impedire che gli spettatori (ce ne sono circa 100 persone direi) cadano giù nella “buca”. Si chiama proprio cosi “Grube” = buca. Mio fratello mi mette un bicchiere con qualcosa di forte in mano. Mi accendo una sigaretta. Tutti sono vestiti in tema, ma elegantissimi. Tutte coppie o gruppi. Ho la netta sensazione che non sanno cosa li aspetta. Sudo leggermente. Capezzoli duri. Niente saliva in bocca. Il pavimento della buca è in cemento non lisciato. Le pareti piastrellate in bianco. Neon sopra le nostre teste. Luce forte nella buca, semibuio per il pubblico. Poi farà buio del tutto. C’è l’annunciatore dell’incontro come ad un regolare incontro di boxe. Solo che nel primo combattimento si affrontano due uomini a mani nude. Non mi tira più di tanto, salvo il fatto che alla fine il perdente si sloga davvero la mascella. Il suo viso contratto dal quel dolore orribile lo rende molto sincero. Tra gli spettatori ci sono il malavitoso russo, le puttane di alto bordo…tutto questa crea l’atmosfera perfetta! Io ci tengo ai dettagli, lo sa mio fratello. E questi sono perfetti.
Dopo una breve pausa di nuovo le luci si abbassano e lo speaker annuncia con una lieve commozione nella voce “And now the Mistress of Knives”. Resto bloccata per due secondi. Mi appoggio sulla ringhiera. Strattone “Stai attenta che cadi….buona…adesso arriva”, cosi mio fratello.
La donna è completamente nuda, Capelli biondi lunghi, raccolti in una treccia che le arriva fin tra le natiche. Spalle larghe, gambe lunghe, mani grandi, non magra e non grassa, collo grosso, seno e culo perfetto. Fronte alta. Occhi slavi. Niente trucco. Fica rasata, dalla quale tira fuori un coltello a serramanico chiuso. Lo fa vedere alla gente che già applaude e urla….poi con calma lo lecca tutto e poi lo apre….lecca anche la lama, tagliandosi la lingua….quel poco che può bastare per incazzarsi.

Il primo orgasmo la colpisce senza preavviso. E’ il più bello. Gli occhi sgranati. Bocca secca, semi aperta, vene del collo gonfie, le mani chiuse intorno al corrimano. Anche le vene delle mani sono in evidenza (n.d.a.: mio fratello è un feticista delle vene femminili e maschili). Devo solo tirare leggermente il guinzaglio. Non troppo, altrimenti si strangolerebbe da sola ora. Non è più sobria.

Passato quel momento breve ma violento mi accorgo che ho il collant bagnato, la schiena sudata e il formicolio sulle labbra e il petto. Rischio di farmela addosso. O me la sono già fatta addosso? Non ci capisco più niente. La gente mi guarda incuriosita…le donne con invidia….i maschi con desiderio (nessuno mi può toccare di voi, cazzo!).

La donna è rimasta immobile al centro della buca. Ora entrano due giovani. Specialisti di arti marziali a giudicare dalle mani come spatole e il collo taurino. La guardano con disprezzo. Uno dei due le butta un secondo coltello con doppia lama e le dice una cosa che noi non riusciamo a sentire. I due cominciano a girarle intorno. Lei si muovo poco. Non ha fretta. Quello alle sue spalle fa il primo attacco. Ha una specie di nervo di bue, corto e robusto. Lei neanche si gira. Con la mano sinistra prende la punta della frusta e tira forte. La frusta vola via. E anche il giovane. Contemporaneamente lei si sposta di lato. E cosi i due uomini si scontrano. E la prima volta che ride lei. Ride e scuote la testa. Arriva l’altro a mani nude. La prende e la rovescia. Lei cade con la schiena sul cemento, ma rotola via ed è subito in piedi di nuovo. Sulla schiena ha tirato il primo sangue. Graffi e striature. Ora le grido parole di incitamento, come tutta la gente intorno. Mio fratello no. Lui è il mio guardiano sta notte. Mi tiene saldo al guinzaglio. Non mi succederà niente di brutto. Mi posso lasciare andare. Il combattimento non lo so descrivere nei particolari tecnici. Mi mancano le parole. Lei per due volte riesce a ferire uno, l’altro una volta. Sempre in faccia e sul collo. Da brivido. Il combattimento dura circa….20 minuti…è difficile dirlo….sono in trance. Sono spettacolari. Lei ormai è tutta sanguinante causa le cadute violenti sul cemento. Ora prende uno di mira. Lo lascia avvicinare, facendo finta di inciampare. Quando lui le è sopra lei lo ribalta e finisce seduta sulla sua faccia. Lui non fa più nulla. Resta lì, completamente paralizzato. L’altro, per aiutare il compagno, la prende per la treccia, ma il collo della donna è forte…passa un minuto buono prima che l’altro riesce di nuovo a respirare. A questo punto si vede che lei si stufa. Facendo attacchi finti e parate di difesa li porta contro il muro piastrellato. Uno trattiene il compagno e le si avvicina. Le dice “muori puttana” e lei “prima tu”. In due decimi di un secondo lo prende da dietro. Gli blocca il collo con il primo coltello, mentre l’altro gli finisce nel cuore. Macchia di sangue enorme. Rantoli, Cade per terra. I piedi sussultano. Morto. Ellà!
L’altro ora ntuisce che finisce male anche per lui. La guarda quasi con rispetto. Tre metri di distanza tra di loro. Si girano intorno. Lei si lecca le labbra, poi si ferma e si passa la mano tra le cosce. Gliela sventola d’avanti, lo provoca. Lui le si butta addosso. Gioco facile. Lo atterra con un semplicissimo sgambetto. Cade all’indietro, la testa picchia duramente sul cemento. Lei è ai suoi piedi. Gli incrocia le gambe e lo gira. Gli siede sulla schiena, faccia verso i piedi. Lui non capisce subito. Lei alza la doppia lama e gliela pianta con forza nel culo. Sangue, sangue, sangue…una macchia sui pantaloni di lui che si allarga. Lui si inalbera, si contorce. Lei si alza. Respira con affanno anche lei ora. Ma non per stanchezza. Sta per venire, come me. E’ eccitatissima…e non per finta. Sei bellissima, amore, penso.
Alla fine si china su di lui, vedo il culo di lei aperto, la fica luccicante….gli rompe il collo con una mossa veloce e definitiva. Per un momento la scena resta immobile.

La gente è in delirio. Applaude, fischia, urla, si baciano, si toccano – il delirio. Non so quando sono venuta la seconda volta. Vedo tutto come da dietro un velo. Gli attori si alzano e fanno l’inchino. Piove fiori, soldi, gioielli. Pazzesco. Lei mi guarda e sorride. Questa è la mia sorpresa. Mi giro e bacio mio fratello.

(Foto by Howard Schatz - Listening to the Bellrays while reading could give you even a better sadisfaction)

Love, mod

2 commenti:

Dioneus ha detto...

Ammazza. Spero non sia TUTTO vero..

modesty ha detto...

ti rispondo alla fine del mese.
:)