(è lunedì, ma ho iniziato a scrivere domenica scorsa cosi: è domenica.
mio figlio è tornato da lontano.
stanco. e palido sotto una abbronzatura che ti viene solo se passi mesi sotto un sole che non perdona.
sto preprando la pasta con un pezzo di trota salmonata e un po' di panna acida - l'erba cipollina non manca.
e ho messo in fresco una bottiglia di champagne vero che è lì da un po' di tempo.
mi sembra una giornata di festa oggi, senza che sapessi dirti perchè. - ecco, lì per lì non riesco a continuare . troppi casini in famiglia e al lavoro, troppa la stanchezza, la febbre non c'è ma sono lo stesso debole - mi addormento quasi in ufficio - bevo troppi caffè...insomma vi faccio aspettare, sì, ma non per malizia)
te aspetti la terza parte - lo so.
vuoi sapere come è finito con Frau Fuckenmeier, vuoi leggere come la ho punita, vuoi sapere se la stronza alla fine abbia imparato una qualche lezione utile per il resto della sua vita fin ad ora abbastanza inutile. E poi magari ti tocchi pure. una volta all'inizio del blog mi scriveva uno facendomi sapere che dopo aver letto un mio post si faceva delle gran seghe, dandogli dei punteggi... - a parte la troppa informazione (perchè non ci si pensa un po' prima di scrivere ad una completa estranea?! ekkekkazzo) - vabè, fate come vi pare....contenti voi!
Frau Fuckenmeier viaggia solo in prima. Ovvio. Io c'ho il biglietto di seconda da sempre. La classe turistica rivela chi siamo davvero. In prima siamo protetti e dopo, quando scendiamo dal treno non siamo più capaci di affrontare la vita vera (metafora riuscita a metà - lo so!).
Insomma la Fuckenmeier mi fa salire con lei in prima e con fare generoso mi dice "se non se lo può permettere, glielo pago io l'aggiunta!" ...e mi fa pat-pat sull'avvambraccio al quale si teneva ben attaccata per farsi tutta la banchina della stazione termini che non finiva mai sui suoi tacchi da nonna.
In carrozza cerca lo scomparto a sei - l'open space è per i guardoni, dice. e poi vuole parlare di lavoro con me. Ancora?! madonnasantissma, falle venire 'na sincope a questa!!!! Appena il treno si mette in marcia, propongo una visita al vagone ristorante. "Ho sete", dico - lei è già in piedi, pronta per l'aperitivo.
Giuro che in quel momento non ho pensato minimamente a quel che avrei fatto dopo. Non premedito, non pianifico, sono in balia dei bassi istinti quasi sempre. sono d'accordo che non è quasi mai un bene - ma vaffanculo, sono vecchia per cambiare!
Nel vagone ristorante c'è parecchia gente - è l'happy hour, L'ora del Aperol che non riesco a bere. E' l'ora del comportarsi da donne a caccia di sguardi ammirati da parte dei maschi presenti che non riesco mai ad inquadrare. E' l'ora dell'ultima scena alla quale non riesco mai a resistere.
Frau Fuckenmeier si butta in mezzo ai presenti per passare d'avanti e farsi largo - arrivare al bar senza rispettare il turno, ecco. Eh. Certo, lei è una vera power pussy, non aspetta mica un cazzo di nessuno. Ripeto, non sono brava ad interpretare gli sguardi degli uomini, ma mi sembra di capire che viene immediatamente bollata come quella gran cagacazzi che è (sì, sono sboccata oggi, e allora? ho avuto una giornata di merda, chiaro?")
In un inglese bavaresonico Frau Fuckenmeier parte alla guerra " Barmannnnn, it iiis my turrrn, Ai vont tuu drinks pliiise, champeijn!"
"Aò, non sce l'hoo, Signooraaa! Volede un prosecchinò?!"
"Wiii arrre on a first class treijn, dont ju spiik inklish, young man?!"
vabè, cazzo, ho capito---"Senta, va bene il prosecco per la Signora...ce l'ha la vodka?"
sguardo d'intesa..."Subito, Signora..."
Un'ora e setteuomini (raccontati) più tardi la Fuckenmeier è al quarto o quinto "prosecchino", mentre io mi sono fatta una vodka liscia, tanto per mandare giù l'amaro della compagnia di una donna insulsa. Non ho voglia di ricordare tutte le banalità e stronzate che ha snocciolato come perle preziosissime, ma alla fine io sono incazzata come una bestia e lei si sente male - perchè l'alcol è stato davvero troppo per lei.
"Mi sento male, credo di aver mangiato qualcosa di avariato a pranzo, devo andare in bagno..."
seeeeh, penso, avariato il tuo cervello, stronza. lei nel girarsi verso la porta perde l'equilibrio e urta uno che si rovescia mezzo bicchiere adosso.
"Dai vieni che t'accompagno, se no qua ci arrestano." La prendo sotto braccio e piano piano ci facciamo strada nel corridoio stretto per arrivare al bagno.
In quel momento, lo ammetto, un immagine flash ha attraversato la mia mente, ma ancora non avevo deciso di agire.
Insomma, ve la faccio breve: sta stronza era talmente ubriaca che per poco non se la fa adosso davvero. ha il momento triste, piagnuccola, blatera un mezzo ringraziamento e che si sente tanto solaaa e io penso che le persone prepotenti, non appena vengono beccati per quel che sono, cioè dei deboli, si trasformano in vittime incomprese. e a me - c'è scritto anche nel mio profilo - i piagnuccoloni stanno sul cazzo.
Le apro i pantaloni, glieli abbasso, le mutande costose sono bagnate un pochino, mi cade nelle braccia e la siedo sulla tazza.
"Dai, piscia e zitta, stronza, che per oggi hai detto abbastanza", glielo dico in italiano che io con questa ci devo lavorare anche domani. "Ho fatto," mi dice come una bambina. La tiro su in piedi per rivestirla ma lei mi abbraccia e dice "sei come tutti gli altri, anche se sei l'unica che oggi m'ha aiutata, domani parlerai male di me a tutti..." (vero, infatti ve la sto raccontando. ma non una parola in azienda, non sono cosi io!)
Non so cosa mi prende.
"Ti ho detto di stare zitta cazzo, hai rotto!"
Le metto le mani intorno al collo, stringo appena, lei spalanca gli occi, le infilo la lingua in bocca, vorrebbe dire qualcosa ma non esce niente dalla bocca, salvo l'odore del prosecco e un po' di acidità.
le prendo le tette e stringo, la bacio ancora - sinceramente, ora piace anche a me e non solo a lei. Lei è lì con le braghe calate e a me viene un'idea.
"Tu hai bisogno di aria fresca, vedrai che ti farà bene!" Apro la finestra col vetro satinato, si apre solo a metà, ma abbastanza per spingerle la testa fuori, il treno corre veloce e lei è lì mezza dentro, mezza fuori. le infilo una mano tra le cosce, è bagnata sì, e non solo di piscio. due dita scivolano dentro senza difficoltà, non è stretta. Lei sta sulla punta dei piedi e io la sollevo, lei grida e ride insieme, il mio handjob è preciso e non tenero, e lei viene da farmi capire che è da tempo che non ha nessuno. La tiro in dentro e la giro verso di me.
"Stai appoggiata. Ti senti meglio?"
"Si, meglio," solo un sussurro.
"Allora lecca!" Le ficco le due dita in bocca.
Lei non sa cosa fare e nel dubbio succhia per bene.
Mi lavo le mani e la osservo.
"bene, ora tocca me!"
Risatina che vuole dare la finzione di non capire.
"ma veramente..."
"Zitta ho detto."
e con i pantaloni ancora calati la spingo giù sul water, sono appoggiata contro il lavandino, le prendo la testa tra le mani e lo spingo verso di me. voglio che annusi, voglio che ne abbia voglia anche lei.
"la vuoi vedere?"
ormai annuisce e basta.
Mi apro i panatloni e scosto le mutande e di nuovo le spingo la testa in mezzo alle labbra lisce.
"Assaggia, vedrai che ti piace!"
Quando scendiamo a destinazione è stanchissima, la carico su un taxi e prima di chiudere la portiera le dico "dormi, che domani sarà una giornata lunga." Lei vorrebbe dire qualcosa ma io chiudo e mi giro. Deve pensare a quello che sarà domani, voglio che ripensi a quel che le ho fatto, a quel che lei ha fatto.
non cambierà nulla, lo so. ma tant'è, lei se lo ricorderà per sempre sto viaggio.
love, mod
Visualizzazione post con etichetta lesbo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lesbo. Mostra tutti i post
13.3.12
mod's window sex session
Etichette:
domina,
donne al comando,
fetish,
lesbo,
sesso,
sottomissione,
trenitalia
25.8.10
desiderio e ... non...
sono due volte che la piccola katia si nega.
due sono le possibilità:
o sta giocando e allora sa benissimo che se mi fa incazzare un pochino "per davvero", dopo ci divertiamo di più tutti e due.
oppure m'ha scaricata.
love, mod
p.s. altro post mediocre e noioso. rileggete dei miei talenti e difetti e magari inizierete a vedere un filo conduttore nel discorso - nel frattempo bevo latte di mandorla freddissima per calmare il desiderio.... e guardo bound:
due sono le possibilità:
o sta giocando e allora sa benissimo che se mi fa incazzare un pochino "per davvero", dopo ci divertiamo di più tutti e due.
oppure m'ha scaricata.
love, mod
p.s. altro post mediocre e noioso. rileggete dei miei talenti e difetti e magari inizierete a vedere un filo conduttore nel discorso - nel frattempo bevo latte di mandorla freddissima per calmare il desiderio.... e guardo bound:
4.7.10
(b)anal
pic by: http://www.aericmg.com/dailypic/category/erotic/
dall'alto guardo in giù.
il respiro tuo sembra non volersi calmare neanche ora.
mi hai detto "perché sei sparita? cosa ti ho fatto?"
ti ho presa per i tuoi capelli - ora corti, ma non abbastanza da non poterli afferrare -
e ti ho tirata dentro casa.
fa caldo ma a me sembra sentire una brezza fresca quando
ti infilo una mano dentro i tuoi pantaloncini corti.
"non hai le mutande!"
"...no, sai....speravo...."
ti tiro su di peso - mi gira la testa.
e ti metto sopra il tavolo.
tu già ti vuoi mettere in posa...fai per aprire le cosce.
"girati!" - gelo.
la rabbia non so mai da dove mi viene, forse è la sicurezza nei suoi occhi -
la certezza che non l'avrei mandata via e il sorriso trionfale di essere riuscita a manipolarmi.
non glielo ho mai chiesto quella roba del culo.
e lei non ha mai detto di non volerlo fare.
non so perchè oggi mi venuta l'ispirazione.
(non è neanche la mia preferita. quella del culo.
alle donne non piace - anche se tante dicono che ne vanno matte.
ma io so che non è cosi - cercano solo di compiacerti se lo affermano.
quelle che amano il sesso anale veramente son pochissime - tipe strane)
leggo paura. leggo indecisione.
ma lei non dice "no!"
appoggio entrambe le mani sulle piccole natiche.
non avrebbe un bel culo
ma in questa posizione quelli magri lo diventano.
strizzo la carne come se dovessi impastare il pane.
con forza ma non per far male.
not yet.
si vede che si è preparata bene.
è pulitissima. profumata.
e si è completamente depilata.
apprezzo.
guanti.
quando le indosso fanno quel rumore caratteristico
che ogni volta mi fa bagnare le mutande!
questi guanti sono speciali.
di gomma sì.
ma arrivano oltre il gomito.
non i soliti guanti da veterianrio.
sottili come quelli da chirurgia plastica.
i guanti sono una delle mie robe preferite.
la ragazza mugola qualcosa.
cerca di vedere oltre la sua spalla.
"che hai detto?"
accompagno la domanda con una bella manata - mentre sento con le dita il suo dentro.
"nien....te"
"puoi solo dire una parola, lo sai. se non vuoi - dì "no" però poi fuori dai coglioni!"
lei chiude gli occhi e io mordo la sua carne bianca.
questa volta è per far male. fuori. non dentro. non sono un uomo io.
lei inarca la schiena e cerca di alzare il culo più che può.
e io la afferro coi denti. la schiena, i fianchi. ancora. ANCORA!
dopo.
è sudata. trema.
alla fine la ho girata - era lì, esausta, con le gambe penzoloni e mi sono messa lì appoggiata con le mie cosce contro il tavolo, le mani appoggiate accanto al suo corpo e la ho ammirata.
lei mi guarda seria e poi sussurra
"ora è tutto come prima, sì?"
"niente è mai come prima!"
14.6.10
trashfuck
non voglio altro che
immergermi nel mondo notturno per un po'.
osservare gli altri a
bere, desiderare, ridere, sudare, bramare, toccare, ballare.
finisce sempre cosi: ho la più buona di tutte le intenzioni
di smettere con le stronzate
e qualcuno che mi conosce appena un po' bene
mela fa passare subito.
voglio solo ascoltare un po' di musica che
mi vada bene con la roba che ho dentro da un paio di giorni.
detesto il trash di ogni genere.
perché mi fa ogni volta lo stesso effetto umido.
son due giorni che mi stordisco con filmetti da 4 soldi in cui donnette da 4 soldi con tette finte al silicone da 4 soldi e con un sorriso che promette che per 4 soldi non ti danno manco il resto.
dopo l'ennesimo esempio di altissima intellettualità carnale non ce la faccio più.
mi tiro su dal divano, una sistemata veloce, vestita come se dovessi recitare per un qualche stronzo fetishista di donne idiote con tette enormi.
(calarsi nel ruolo non è difficile quando c'hai la voglia).
trash.
il locale è uno di quelli che in città lo conosce solo la gente di un certo tipo.
qui si viene per trattare affari veloci e di poco valore. e non serve essere ne belli ne ricchi. qui basta offrire quel che si è disposti a dare. e si trova sempre qualcuno che lo vuole.
il banco del bar è segnato da anelli bagnati lasciati dai bicchieri, bricciole, tovaglionini usati.
Lucchino non è un barista modello - non gliene frega un cazzo della pulizia - ma è un barista che mette assieme le persone giuste.
quando arrivo mi guarda appena, sbiascicando qualcosa del tipo "è un po' che non ti vedo...dove cazzo sei stata?"
sbatto la mano aperta sul banco "dammi da bere. un bicchiere d'acqua và!"
mi guarda di traverso.
"ma vaffanculo!"
"dico sul serio, bello. è già un miracolo che sono arrivata qua. non posso bere roba."
"Te muori se bevi acqua....altro che storie..." e scuotendo la testa mi versa della minerale.
bevo tutto d'un fiato. che caldo ancora. mi guardo in giro. sono arrivata tardi a posta. dopo la mezzanotte di domenica qua trovi solo chi ha davvero necessità di qualcosa. è gente che non ti fa perdere tempo con delle trattative ipocrite. ai tavoli gente già sistemata a quanto pare. al banco due solitari ubriachi col blues addormentato o quasi. dal bagno esce una che sembra mortitia adams: capelli neri, tinti male, si vede un centimetro di ricrescita grigia, pelle bianca, occhi truccati pesantemente di nero, unghie finte, tacchi altissimi, vestito nero strettissimo - non ha le tette. si siede al tavolo dove la aspettava il suo gomez. una specie di ballerino di tango argentino di mezza età. lei si accorge che la sto guardando. dice qualcosa all'orecchio dell'uomo. ora guarda anche lui. serio. poi si alza e viene verso di me al banco.
senza badare a me dice a Lucchino: "cosa ti devo?"
Lucchino fa il conto guardandomi incuriosito.
io guardo la donna. sta lì con le gambe magre accavallate elegantemente e fuma.
a me prudono le mani. attraverso il locale le dico "il tuo uomo sembra intenzionato ad andare a dormire - tu che fai?"
"io? dipende... a cosa pensavi?"
l'uomo mette via il portafoglio e si gira verso la compagna "andiamo, dai!"
"vai avanti tu che mi fermo un altro po'"
Ora mi guarda bene. "posso restare e guardare?"
"no! non vi ho mai visti ne conosciuti, potreste essere due psicopatici assassini - e poi a me tira la tua puttana e non tu!"
TRASH! la donna immediatamente si siede dritta sulla sedia, sfregando la fica e il culo senza carne contro la paglia della sedia.
"dai, ti prego, è tutta la sera che aspetto." la voce almeno è gradevole quando implora, penso.
lui non è convinto. "anche tu potresti essere una pericolosa pazza in libera uscita..."
sorrido fredda "per me garantisce Lucchino...per te non so..."
Lucchino si comporta sempre bene in quelle occasioni. sta serio ed è concentrato. se combina le persone giuste prende una bella mancia.
Alla fine me la porto nel solito "albergo-residence ruby" (vero nome trash di un vero posto trash con trash-arredamento stile anni settanta nella provincia veneta trashissima) e le faccio quello che avevo da offrire. lei mi offre il suo corpo soprendentemente pulito e profumato, i suoi capelli tinti male, la sua pelle bianca non giovanissima, il rimmel che alla fine le cola fino alla bocca, l'espressione dei suoi occhi quando glieli faccio specchiare nella mia lama, un paio di guanti usa e getta, sussurri di desiderio, una sottilissima linea di sangue, lacrime di un desiderio appagato inaspettatamente.
trash è quando non è per amore. non si dovrebbe MAI fare. bisognerebbe farsi bastare i film - bisognerebbe fare tutto solo nell'immaginario. ma kekkazzo, si vive una volta sola, no?!
Iscriviti a:
Post (Atom)
