(è lunedì, ma ho iniziato a scrivere domenica scorsa cosi: è domenica.
mio figlio è tornato da lontano.
stanco. e palido sotto una abbronzatura che ti viene solo se passi mesi sotto un sole che non perdona.
sto preprando la pasta con un pezzo di trota salmonata e un po' di panna acida - l'erba cipollina non manca.
e ho messo in fresco una bottiglia di champagne vero che è lì da un po' di tempo.
mi sembra una giornata di festa oggi, senza che sapessi dirti perchè. - ecco, lì per lì non riesco a continuare . troppi casini in famiglia e al lavoro, troppa la stanchezza, la febbre non c'è ma sono lo stesso debole - mi addormento quasi in ufficio - bevo troppi caffè...insomma vi faccio aspettare, sì, ma non per malizia)
te aspetti la terza parte - lo so.
vuoi sapere come è finito con Frau Fuckenmeier, vuoi leggere come la ho punita, vuoi sapere se la stronza alla fine abbia imparato una qualche lezione utile per il resto della sua vita fin ad ora abbastanza inutile. E poi magari ti tocchi pure. una volta all'inizio del blog mi scriveva uno facendomi sapere che dopo aver letto un mio post si faceva delle gran seghe, dandogli dei punteggi... - a parte la troppa informazione (perchè non ci si pensa un po' prima di scrivere ad una completa estranea?! ekkekkazzo) - vabè, fate come vi pare....contenti voi!
Frau Fuckenmeier viaggia solo in prima. Ovvio. Io c'ho il biglietto di seconda da sempre. La classe turistica rivela chi siamo davvero. In prima siamo protetti e dopo, quando scendiamo dal treno non siamo più capaci di affrontare la vita vera (metafora riuscita a metà - lo so!).
Insomma la Fuckenmeier mi fa salire con lei in prima e con fare generoso mi dice "se non se lo può permettere, glielo pago io l'aggiunta!" ...e mi fa pat-pat sull'avvambraccio al quale si teneva ben attaccata per farsi tutta la banchina della stazione termini che non finiva mai sui suoi tacchi da nonna.
In carrozza cerca lo scomparto a sei - l'open space è per i guardoni, dice. e poi vuole parlare di lavoro con me. Ancora?! madonnasantissma, falle venire 'na sincope a questa!!!! Appena il treno si mette in marcia, propongo una visita al vagone ristorante. "Ho sete", dico - lei è già in piedi, pronta per l'aperitivo.
Giuro che in quel momento non ho pensato minimamente a quel che avrei fatto dopo. Non premedito, non pianifico, sono in balia dei bassi istinti quasi sempre. sono d'accordo che non è quasi mai un bene - ma vaffanculo, sono vecchia per cambiare!
Nel vagone ristorante c'è parecchia gente - è l'happy hour, L'ora del Aperol che non riesco a bere. E' l'ora del comportarsi da donne a caccia di sguardi ammirati da parte dei maschi presenti che non riesco mai ad inquadrare. E' l'ora dell'ultima scena alla quale non riesco mai a resistere.
Frau Fuckenmeier si butta in mezzo ai presenti per passare d'avanti e farsi largo - arrivare al bar senza rispettare il turno, ecco. Eh. Certo, lei è una vera power pussy, non aspetta mica un cazzo di nessuno. Ripeto, non sono brava ad interpretare gli sguardi degli uomini, ma mi sembra di capire che viene immediatamente bollata come quella gran cagacazzi che è (sì, sono sboccata oggi, e allora? ho avuto una giornata di merda, chiaro?")
In un inglese bavaresonico Frau Fuckenmeier parte alla guerra " Barmannnnn, it iiis my turrrn, Ai vont tuu drinks pliiise, champeijn!"
"Aò, non sce l'hoo, Signooraaa! Volede un prosecchinò?!"
"Wiii arrre on a first class treijn, dont ju spiik inklish, young man?!"
vabè, cazzo, ho capito---"Senta, va bene il prosecco per la Signora...ce l'ha la vodka?"
sguardo d'intesa..."Subito, Signora..."
Un'ora e setteuomini (raccontati) più tardi la Fuckenmeier è al quarto o quinto "prosecchino", mentre io mi sono fatta una vodka liscia, tanto per mandare giù l'amaro della compagnia di una donna insulsa. Non ho voglia di ricordare tutte le banalità e stronzate che ha snocciolato come perle preziosissime, ma alla fine io sono incazzata come una bestia e lei si sente male - perchè l'alcol è stato davvero troppo per lei.
"Mi sento male, credo di aver mangiato qualcosa di avariato a pranzo, devo andare in bagno..."
seeeeh, penso, avariato il tuo cervello, stronza. lei nel girarsi verso la porta perde l'equilibrio e urta uno che si rovescia mezzo bicchiere adosso.
"Dai vieni che t'accompagno, se no qua ci arrestano." La prendo sotto braccio e piano piano ci facciamo strada nel corridoio stretto per arrivare al bagno.
In quel momento, lo ammetto, un immagine flash ha attraversato la mia mente, ma ancora non avevo deciso di agire.
Insomma, ve la faccio breve: sta stronza era talmente ubriaca che per poco non se la fa adosso davvero. ha il momento triste, piagnuccola, blatera un mezzo ringraziamento e che si sente tanto solaaa e io penso che le persone prepotenti, non appena vengono beccati per quel che sono, cioè dei deboli, si trasformano in vittime incomprese. e a me - c'è scritto anche nel mio profilo - i piagnuccoloni stanno sul cazzo.
Le apro i pantaloni, glieli abbasso, le mutande costose sono bagnate un pochino, mi cade nelle braccia e la siedo sulla tazza.
"Dai, piscia e zitta, stronza, che per oggi hai detto abbastanza", glielo dico in italiano che io con questa ci devo lavorare anche domani. "Ho fatto," mi dice come una bambina. La tiro su in piedi per rivestirla ma lei mi abbraccia e dice "sei come tutti gli altri, anche se sei l'unica che oggi m'ha aiutata, domani parlerai male di me a tutti..." (vero, infatti ve la sto raccontando. ma non una parola in azienda, non sono cosi io!)
Non so cosa mi prende.
"Ti ho detto di stare zitta cazzo, hai rotto!"
Le metto le mani intorno al collo, stringo appena, lei spalanca gli occi, le infilo la lingua in bocca, vorrebbe dire qualcosa ma non esce niente dalla bocca, salvo l'odore del prosecco e un po' di acidità.
le prendo le tette e stringo, la bacio ancora - sinceramente, ora piace anche a me e non solo a lei. Lei è lì con le braghe calate e a me viene un'idea.
"Tu hai bisogno di aria fresca, vedrai che ti farà bene!" Apro la finestra col vetro satinato, si apre solo a metà, ma abbastanza per spingerle la testa fuori, il treno corre veloce e lei è lì mezza dentro, mezza fuori. le infilo una mano tra le cosce, è bagnata sì, e non solo di piscio. due dita scivolano dentro senza difficoltà, non è stretta. Lei sta sulla punta dei piedi e io la sollevo, lei grida e ride insieme, il mio handjob è preciso e non tenero, e lei viene da farmi capire che è da tempo che non ha nessuno. La tiro in dentro e la giro verso di me.
"Stai appoggiata. Ti senti meglio?"
"Si, meglio," solo un sussurro.
"Allora lecca!" Le ficco le due dita in bocca.
Lei non sa cosa fare e nel dubbio succhia per bene.
Mi lavo le mani e la osservo.
"bene, ora tocca me!"
Risatina che vuole dare la finzione di non capire.
"ma veramente..."
"Zitta ho detto."
e con i pantaloni ancora calati la spingo giù sul water, sono appoggiata contro il lavandino, le prendo la testa tra le mani e lo spingo verso di me. voglio che annusi, voglio che ne abbia voglia anche lei.
"la vuoi vedere?"
ormai annuisce e basta.
Mi apro i panatloni e scosto le mutande e di nuovo le spingo la testa in mezzo alle labbra lisce.
"Assaggia, vedrai che ti piace!"
Quando scendiamo a destinazione è stanchissima, la carico su un taxi e prima di chiudere la portiera le dico "dormi, che domani sarà una giornata lunga." Lei vorrebbe dire qualcosa ma io chiudo e mi giro. Deve pensare a quello che sarà domani, voglio che ripensi a quel che le ho fatto, a quel che lei ha fatto.
non cambierà nulla, lo so. ma tant'è, lei se lo ricorderà per sempre sto viaggio.
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13.3.12
mod's window sex session
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27.2.12
power pussy - donna di potere
a me è piaciuta la streep quando ha recitato la stronza nel mondo della moda. e mi piacerà vederla come la Thatcher. Adoro le stronze. Ci sono quelle che pensano di avere potere e quelle che ce l'hanno per davvero. non sono molto brava a riconoscere il tipo - ma da sempre mi piace scoprirlo. cioè mi piace scoprire se una persona è un fake o real.
ho passato la giornata con una streep bavarese venuta in italia per controllare le cose. le persone. non me ne frega niente di lavorare la domenica. mi frega però la gente con cui mi tocca farlo. detesto gli idioti. o peggio ancora i piagnucoloni. le stronze non mi danno fastidio. se sono autentiche. l'uomo stronzo già lo sopporto meno - ma solo perchè scatta l'attavismo della auto conservazione. non è quasi mai un fatto personale con loro. ma con le donne sì. con loro è sempre personale.
Frau F. - ha un nome tipicamente bavarese, fra me e me la chiamo Mrs. Fuckenmeier - è una donna di mezza età, ben tenuta da abili mani di massaggiatori, estetiste, parucchiere, i capelli biondi mélange sono corti con un taglio severo ma femminile, indossa un tailleur gessato - con pantalone, e tacchi di 5 centimetri che vogliono esprimere "non sono una puttana, sono una signora elegante". la borsetta è una vuitton vera. il cappotto un escada stupendo di lana morbidissima (oh! non è perchè non me ne fotte niente di moda e tutte le altre stronzate che non sappia riconoscere la roba buona, cazzo!) quando la incontro nella hall dell'albergo molto elegante fuori roma lei mette subito in chiaro chi commanda. lo capisco dal gesto con cui mi porge la mano (ho per un momento la sensazione che non si stupirebbe se gliela baciassi). gliela stringo con vigore, lei invece è quasi arresa, nessuna stretta. con lo sguardo mi fa lo screening: ho i jeans neri e gli stivali col tacco alto - un pullover comodo e il mio capotto wild west di pelle consumata. i miei capelli sono ricresciuti. sono cortissimi e scuri ora. sono quasi decente. il pallore del viso fa tanto chic quanto la vuitton della stronza.
è la prima volta che la conosco di persona - è merito suo se il gruppo è riuscito a liberarsi di 200 persone in tutta l'europa. me l'avevano descritta come fredda, veloce e senza pietà, invece ora ho la sensazione di una gatta vecchia che sa aspettare il momento giusto. finché non apre bocca: una vocina da barbie smarrita "la stavo aspettando fuori, ero lì da mezz'ora, ma perchè non è venuto nessuno a prendermi??!" sguardo tra l'offeso e l'inviperito. Le sorrido e con voce calma le rispondo che "l'importante è trovarsi nella vita, non crede Signora?!" sarà una giornata d'inferno. raggiungiamo gli altri. manager del gruppo arrivati da tutta l'europa per discutere di energia rinnovabile. tutti esperti, tutti brillanti, tutti preparatissimi, tutti bravissimi a vendere se stessi per quel che non sono . e tutti terrorizzati all'idea di perdere il lavoro.
cercano di compiacere l'ape regina e in mezzo a loro lei si gonfia di consapevolezza, di senso del potere, di arroganza nell'umiliarli - non che mi dispiaccia, eh? si meritano tutti a vicenda, salvo forse il giovane greco (nel suo paese sono caduti in un baratro e lui lo sa - non ha più tempo per le cazzate e non ha più paura).
osservo e parlo poco di mio. mi limito a tradurre. a prendere nota. a far funzionare i portatili e i power point di tutti mentre discutono, si lodano adosso, si prendono verbalmente a gomitate per far colpo su Frau Fuckenmeier (quando lo schermo diventa scuro e il portatile fa cilecca, uno dei super maschi presenti fa "in italia non funziona nemmeno la roba tedesca!" - lo guardo e sorridendo gli rispondo "allora, meglio niente signorine stasera - potrebbe non funzionarti qui in italia!" - la megera mi guarda per la prima volta vedendomi davvero..)
quando arriva l'ora di pranzo, la megera decide che sono l'unica degna di pranzare con lei. e poi: ho svegliato il suo interesse e ora vuole farmi il terzo grado. decido di starci....
...continua se volete...
love, mod
ho passato la giornata con una streep bavarese venuta in italia per controllare le cose. le persone. non me ne frega niente di lavorare la domenica. mi frega però la gente con cui mi tocca farlo. detesto gli idioti. o peggio ancora i piagnucoloni. le stronze non mi danno fastidio. se sono autentiche. l'uomo stronzo già lo sopporto meno - ma solo perchè scatta l'attavismo della auto conservazione. non è quasi mai un fatto personale con loro. ma con le donne sì. con loro è sempre personale.
Frau F. - ha un nome tipicamente bavarese, fra me e me la chiamo Mrs. Fuckenmeier - è una donna di mezza età, ben tenuta da abili mani di massaggiatori, estetiste, parucchiere, i capelli biondi mélange sono corti con un taglio severo ma femminile, indossa un tailleur gessato - con pantalone, e tacchi di 5 centimetri che vogliono esprimere "non sono una puttana, sono una signora elegante". la borsetta è una vuitton vera. il cappotto un escada stupendo di lana morbidissima (oh! non è perchè non me ne fotte niente di moda e tutte le altre stronzate che non sappia riconoscere la roba buona, cazzo!) quando la incontro nella hall dell'albergo molto elegante fuori roma lei mette subito in chiaro chi commanda. lo capisco dal gesto con cui mi porge la mano (ho per un momento la sensazione che non si stupirebbe se gliela baciassi). gliela stringo con vigore, lei invece è quasi arresa, nessuna stretta. con lo sguardo mi fa lo screening: ho i jeans neri e gli stivali col tacco alto - un pullover comodo e il mio capotto wild west di pelle consumata. i miei capelli sono ricresciuti. sono cortissimi e scuri ora. sono quasi decente. il pallore del viso fa tanto chic quanto la vuitton della stronza.
è la prima volta che la conosco di persona - è merito suo se il gruppo è riuscito a liberarsi di 200 persone in tutta l'europa. me l'avevano descritta come fredda, veloce e senza pietà, invece ora ho la sensazione di una gatta vecchia che sa aspettare il momento giusto. finché non apre bocca: una vocina da barbie smarrita "la stavo aspettando fuori, ero lì da mezz'ora, ma perchè non è venuto nessuno a prendermi??!" sguardo tra l'offeso e l'inviperito. Le sorrido e con voce calma le rispondo che "l'importante è trovarsi nella vita, non crede Signora?!" sarà una giornata d'inferno. raggiungiamo gli altri. manager del gruppo arrivati da tutta l'europa per discutere di energia rinnovabile. tutti esperti, tutti brillanti, tutti preparatissimi, tutti bravissimi a vendere se stessi per quel che non sono . e tutti terrorizzati all'idea di perdere il lavoro.
cercano di compiacere l'ape regina e in mezzo a loro lei si gonfia di consapevolezza, di senso del potere, di arroganza nell'umiliarli - non che mi dispiaccia, eh? si meritano tutti a vicenda, salvo forse il giovane greco (nel suo paese sono caduti in un baratro e lui lo sa - non ha più tempo per le cazzate e non ha più paura).
osservo e parlo poco di mio. mi limito a tradurre. a prendere nota. a far funzionare i portatili e i power point di tutti mentre discutono, si lodano adosso, si prendono verbalmente a gomitate per far colpo su Frau Fuckenmeier (quando lo schermo diventa scuro e il portatile fa cilecca, uno dei super maschi presenti fa "in italia non funziona nemmeno la roba tedesca!" - lo guardo e sorridendo gli rispondo "allora, meglio niente signorine stasera - potrebbe non funzionarti qui in italia!" - la megera mi guarda per la prima volta vedendomi davvero..)
quando arriva l'ora di pranzo, la megera decide che sono l'unica degna di pranzare con lei. e poi: ho svegliato il suo interesse e ora vuole farmi il terzo grado. decido di starci....
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15.5.11
gatte morte!
io le destesto quelle.
ma cazzo, hai letto il titolo, no?!
non mi fare girare i coglioni anche te, eh?! leggi e zitto!!
le gatte morte. ecco, le detesto a pelle, visceralmente, fisicamente e con un desiderio bramoso di farle del male fisicamente.
cosa?!? di che cosa cazzo sto parlando?!
intanto ciccino, modera il linguaggio che non è cosa!
parlo di quelle femmine che in apparenza sembrano normali. Forti. Determinate.
ma invece è tutta una scena, non appena sono messe di fronte a situazioni reali, non appena gli si chiede di fare il loro lavoro, non appena le si sgama per delle incompetenti stronze loro cambiano modus e diventano delle gatte morte.
il maschio di solito non ci sa resistere (sì, sì, cari anche voi che ora sosterrete a gran vociare che una donna così non ve lo tira manco su un isola deserta). non sa resistere per due motivi. o gli piacciono e allora non discuto - alla peggio dovrò far male ad entrambi, alla gatta e al coso...maschio - oppure le detesta ma le teme a morte, perchè in quanto al fracassamento dei coglioni le gatte morte sono delle specialiste che potrebbero tranquillamente andare a lavorare per qualunque servizio segreto di qualunque paese del mondo in cui la tortura non è un problema di etica ma solo di definizione logistica. e allora il maschio normodotato soccombe a loro sempre.
Insomma il lavoro sempre mi piace ma la luna di miele dove tutto è fantastico, tutti ti complimentano e fingono di volerti mettere le mani nelle mutande per quanto ti trovano bella, intelligente e simpatica da far paura è definitivamente finito.
il mio lavoro è stimolante perché sono autonoma nelle decisioni, ho una bella fetta di responsabilità decisionale, non timbro e ho un ufficio tutto mio. Ma tutto questo comporta che le colleghe si dividono in due gruppi, quelle come me che vengono per lavorare e, appunto, le gatte morte.
una di quelle ultime mi chiama ieri, di S A B A T O, alle 9 di mattina!!!!!! sul mio cellulare privato!!!!!! mi miaogola addosso che ce l'ho con lei e che lei, insomma se ha sbagliato mi chiede scuuuusaaaa e che però lei da me si sente quasi minacciata e che lei c'ha un sacco di problemi personali e che ...miaooooo...voleva incontrarsi con me per un aperitivo...miaoooo (mod: guarda non è il caso e poi chi ti ha dato questo numero?!)....miaooooo, vedi che sei sempre cosi scostante....non capisco....miaoooo....dovrò parlare con il capo lunedì.....miaooooo (mod: guarda, QUESTA mi sembra una ottima idea. mi raccommando, raccontagli ESATTAMENTE tutto quello che hai detto me. guarda, tesoro (ehh sì, cazzo!) ora la chiudiamo lì che non gnieafò più....(si sente un singhiozzo accennato con garbo dall'altra parte)...mi dispiace che ti ho disturbata...miaooooo...
ecco. l'ho già detto che detesto le gatte morte?!
e ora.
il capo, lunedì, cosa farà?! (è del tipo piccolo, snello, agile, intelligentissimo, colto -sì, è mezzo tedesco!-, non alza mai la voce o quasi, siamo come thelma e louise sul lavoro e io sarei disposta a fargli il più gran complimento che riesco a fare ad un maschio...è un Uomo con la U maiuscola - ma si sa, la mod con gli uomini non ci sa proprio fare, non li capisce e meno che mai li sa gestire al di fuori di quei giochini che le piacciono tanto tanto!)
insomma, terrà per la mod? terrà buona la gatta morta pur di non dover più sentire la voce? metterà in castigo entrambe sentendosi come un domatore di felini al circo?
si accettano previsioni!
love, mod
ecco l'identikit del tipo di donna specie gatta morta...lo so, son fottuta!
ma cazzo, hai letto il titolo, no?!
non mi fare girare i coglioni anche te, eh?! leggi e zitto!!
le gatte morte. ecco, le detesto a pelle, visceralmente, fisicamente e con un desiderio bramoso di farle del male fisicamente.
cosa?!? di che cosa cazzo sto parlando?!
intanto ciccino, modera il linguaggio che non è cosa!
parlo di quelle femmine che in apparenza sembrano normali. Forti. Determinate.
ma invece è tutta una scena, non appena sono messe di fronte a situazioni reali, non appena gli si chiede di fare il loro lavoro, non appena le si sgama per delle incompetenti stronze loro cambiano modus e diventano delle gatte morte.
il maschio di solito non ci sa resistere (sì, sì, cari anche voi che ora sosterrete a gran vociare che una donna così non ve lo tira manco su un isola deserta). non sa resistere per due motivi. o gli piacciono e allora non discuto - alla peggio dovrò far male ad entrambi, alla gatta e al coso...maschio - oppure le detesta ma le teme a morte, perchè in quanto al fracassamento dei coglioni le gatte morte sono delle specialiste che potrebbero tranquillamente andare a lavorare per qualunque servizio segreto di qualunque paese del mondo in cui la tortura non è un problema di etica ma solo di definizione logistica. e allora il maschio normodotato soccombe a loro sempre.
Insomma il lavoro sempre mi piace ma la luna di miele dove tutto è fantastico, tutti ti complimentano e fingono di volerti mettere le mani nelle mutande per quanto ti trovano bella, intelligente e simpatica da far paura è definitivamente finito.
il mio lavoro è stimolante perché sono autonoma nelle decisioni, ho una bella fetta di responsabilità decisionale, non timbro e ho un ufficio tutto mio. Ma tutto questo comporta che le colleghe si dividono in due gruppi, quelle come me che vengono per lavorare e, appunto, le gatte morte.
una di quelle ultime mi chiama ieri, di S A B A T O, alle 9 di mattina!!!!!! sul mio cellulare privato!!!!!! mi miaogola addosso che ce l'ho con lei e che lei, insomma se ha sbagliato mi chiede scuuuusaaaa e che però lei da me si sente quasi minacciata e che lei c'ha un sacco di problemi personali e che ...miaooooo...voleva incontrarsi con me per un aperitivo...miaoooo (mod: guarda non è il caso e poi chi ti ha dato questo numero?!)....miaooooo, vedi che sei sempre cosi scostante....non capisco....miaoooo....dovrò parlare con il capo lunedì.....miaooooo (mod: guarda, QUESTA mi sembra una ottima idea. mi raccommando, raccontagli ESATTAMENTE tutto quello che hai detto me. guarda, tesoro (ehh sì, cazzo!) ora la chiudiamo lì che non gnieafò più....(si sente un singhiozzo accennato con garbo dall'altra parte)...mi dispiace che ti ho disturbata...miaooooo...
ecco. l'ho già detto che detesto le gatte morte?!
e ora.
il capo, lunedì, cosa farà?! (è del tipo piccolo, snello, agile, intelligentissimo, colto -sì, è mezzo tedesco!-, non alza mai la voce o quasi, siamo come thelma e louise sul lavoro e io sarei disposta a fargli il più gran complimento che riesco a fare ad un maschio...è un Uomo con la U maiuscola - ma si sa, la mod con gli uomini non ci sa proprio fare, non li capisce e meno che mai li sa gestire al di fuori di quei giochini che le piacciono tanto tanto!)
insomma, terrà per la mod? terrà buona la gatta morta pur di non dover più sentire la voce? metterà in castigo entrambe sentendosi come un domatore di felini al circo?
si accettano previsioni!
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ecco l'identikit del tipo di donna specie gatta morta...lo so, son fottuta!
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7.4.11
bossy bitch no thank you! Traduce VioletPussy
insomma.
dopo 4 giorni piene di impressioni, gente nuova, informazioni a non finire, conferenze, meeting e telefonate mi rendo conto che sono FELICE.
faccio quello che ho sempre desiderato: vita normale.
la salute regge. certo, sono stanca, ma mi prendo i miei spazzi durante le ore di lavoro dove riesco a ricuperare la concentrazione e le forze. alla sera cucino qualcosa di buoni e guardo un po' alla volta tutti i film che Doc mi manda sempre con tanta abbondanza e che, finché ero a casa, scazzata e debole e malata, non guardavo perché non avevo voglia di nulla.
ora sto vivendo invece un momento di intensa felicità.
arri_insomma. lavorare quasi quasi è meglio del sesso.
(ahahahahahahah - risate dal off - ahahahahahahah - gente che virtualmente si sbellica all'ultima affermazione della mod!)
e la cosa più bella me l'ha detta la collega, quella della partenza infelice del primo giorno: "pensavo che Lei fosse una stronza" (almeno me lo dice dandomi del lei :-) "bè, non lo è. grazie per quello che ha fatto."
(forse le ho salvato il lavoro, che in effetti sa fare molto bene, dicendole di cambiare atteggiamento, abbigliamente e scelta di bevanda durante l'orario di lavoro. Magari ce la fa davvero, cioé magari accetta davvero dei cambiamenti capendo che non è una cosa negativa ma una specie di "maturazione" sua. vedremo... per ora son contenta che non mi è ostile apertamente. mi sta dando una gran mano ad imparare quello che devo sapere e questo non me lo domenticherò un domani.
...e poi è bella. la classica cattiva ragazza...
love, mod
p.s. VioletPussy, devi tradurre il titolo del post. davvero. scattare! :-))) hug!
dopo 4 giorni piene di impressioni, gente nuova, informazioni a non finire, conferenze, meeting e telefonate mi rendo conto che sono FELICE.
faccio quello che ho sempre desiderato: vita normale.
la salute regge. certo, sono stanca, ma mi prendo i miei spazzi durante le ore di lavoro dove riesco a ricuperare la concentrazione e le forze. alla sera cucino qualcosa di buoni e guardo un po' alla volta tutti i film che Doc mi manda sempre con tanta abbondanza e che, finché ero a casa, scazzata e debole e malata, non guardavo perché non avevo voglia di nulla.
ora sto vivendo invece un momento di intensa felicità.
arri_insomma. lavorare quasi quasi è meglio del sesso.
(ahahahahahahah - risate dal off - ahahahahahahah - gente che virtualmente si sbellica all'ultima affermazione della mod!)
e la cosa più bella me l'ha detta la collega, quella della partenza infelice del primo giorno: "pensavo che Lei fosse una stronza" (almeno me lo dice dandomi del lei :-) "bè, non lo è. grazie per quello che ha fatto."
(forse le ho salvato il lavoro, che in effetti sa fare molto bene, dicendole di cambiare atteggiamento, abbigliamente e scelta di bevanda durante l'orario di lavoro. Magari ce la fa davvero, cioé magari accetta davvero dei cambiamenti capendo che non è una cosa negativa ma una specie di "maturazione" sua. vedremo... per ora son contenta che non mi è ostile apertamente. mi sta dando una gran mano ad imparare quello che devo sapere e questo non me lo domenticherò un domani.
...e poi è bella. la classica cattiva ragazza...
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