what a man should be able to do - cosa dovrebbe saper fare un uomo
men should be funny to be appealing for women? bullshit!
girls a much much funnier anyway!
gli uomini dovrebbero essere divertenti per attrarre le donne? Cazzate!
le donne sono più divertenti. in ogni caso!
a man should be patient. to hurry a lady is always a fun-killer. un uomo dovrebbe essere paziente. fare fretta ad una signora uccide ogni divertimento. sempre.
a man should be resistant to physical stress. it's an urban legend
that dominant ladies wanna do all the hard work on their own. un uomo
dovrebbe essere resistente alle fatiche fisiche. è una legenda urbana
che le donne dominanti vogliono fare tutto la fatica da sole.
a man should have the guts sometimes to turn his back on a lady. It's not always a lack of style but could be a real opportunity for him to have some fun. un uomo dovrebbe avere le palle, ognitanto, di girare le spalle ad una signora. non sempre è considerato una mancanza di stile ma potrebbe piuttosto rivelarsi una occasione per divertirsi. no?!
a real man doesn't feel uncomfortable with tough jobs, that don't bring fame and big money. un uomo vero non si sente a disagio con lavori duri che non portana fama e soldoni.
a man should let go himself sometimes hoping for the best and without whimping around. ognitanto un uomo dovrebbe lasciarsi andare, sperando per il meglio e senza piagnuccolare tanto.
a man should trust a lady - at his own risk. un uomo dovrebbe fidarsi di una signora - a suo rischio.
a good man in the end always gets what he deserves. un brav'uomo alla fine ottiene sempre quel che merita.
actually, this is only boring theory. what the fuck do I know about men?!
è solo noiosissima teoria, ben inteso. che cazzo ne so io degli uomini?!
love and pain inc.- mod
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26.11.12
mod-theory - vol. 1
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2.2.10
FETISH
...quando ho fatto il post su saudek (che tra le altre cose è il post più cliccato in assoluto - la foto del post più scaricata invece è quella dove si vede una donna con il culo spalancato che fa uno di quei lavoretti che i maschi pretendono sempre!)...insomma in occasione di quel post il primo commento diceva più o meno "le foto hanno un senso il testo no. infatti, certe cose uno se li dovrebbe tenere per sè. certe cose non si possono mettere in parole. e poi un blog non sostituisce lo strizza e neanche funziona da confessionale.
per una come me, che fondamentalmente è una esibizionista piùttosto che una guardona ed è anche dotata di una spiccata tendenza verso un narcisismo assoluto il blog è il posto dove, appunto esibirmi e ammirarmi. passo qui il mio tempo che va al rallentatore. quasi sempre scrivo a getto senza premeditazione. non me ne frega niente di cosa pensa il lettore. mi piace rileggermi dopo qualche giorno o anche quando ricevo un commento particolarmente nelle mie corde. alle volte mi sembra di essere la "ragazza sul piatto girevole" - ad Amsterdam e Amburgo sono le ragazze che lavorano nei peep-show. li puoi guardare ma non toccare. le ho osservate. si crogiolano negli sguardi degli sconosciuti come le gatte al sole, sicure di essere...al sicuro.
insomma oggi non mi viene nulla da raccontare tra le foto che sto guardando da qualche giorno nei photo-book che ho di helmut newton - anche lui morto. ho cercato le più belle in rete. ora le ho messe in fila qua. e guardandole, il cuore mi si riempie di nostalgia. e specialmente una foto, quella della fica nuda specchiata me lo fa battere più forte.
era il 1990. a berlino stavano iniziando appena con la recostruzione di Alexanderplatz. tutta la parte est della città era ancora grigia, vecchia, trasandata e autentica. sono andata con Tom ad una mostra di Newton. lui e la moglie erano lì. gli siamo passati vicino e per un secondo lui si è distratto pensando "ma quanto sono alti questi due" - lo so, sembra una stronzata ma io so cosa ho visto.
love, mod
p.s. Klara's favourite - I love it, too.
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11.1.10
LA NOIA NOTTURNA - dedicated to you-know-who-you-are
non è la costrizione il mio scopo, ma la paura. non sai da dove arrivo e neanche cosa ti farò....
....se ti arrivo alle spalle, tu inarchi la schiena e esponi quello che hai di più bello.... oppure ti giri e segnerò quella tua bocca di rose...una goccia di sangue succhiata dalla tua pelle calda....il profumo del tuo orgasmo si mescola con quello del sudore e della paura.....
.....alle volte invece è necessario capovolgere il tuo mondo....per farti capire che il controllo non ce l'hai davvero mai....
....alla fine ti sciolgo un pochino in modo che tu possa...
....la prossima volta sarà ancora più bello....
....e infine.....non ha molta importanza che tu sia donna o uomo....sono per la ugualianza dei sessi....specialmente negli atti d'amore!
love, mod
p.s. alle volte mi ricordo delle cose belle. sulle prime penso che sia solo un sogno, ma poi m'accorgo che son sveglia e che è tutto vero. sensazione bellissima che mi culla tutta la notte - insonne.
9.8.09
mod's favourites
she always loved the female body.
to get and give pleasure was always her only ambition in role plays.
she hated stupidity, well knowing that everybody of us sometimes is so.
she loved intelligent sex, well knowing that it is most difficult thing to find in the s/m world.
so she always preferred to stay maybe month without playing, without seeking for "something", well knowing the next "good play" was just right around the next corner - she just had to keep her eyes open.
m. in mod's name
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2.7.09
doing katie slowly
ieri sera, dopo un pomeriggio di violenti temporali e pioggie da monsone, con l'arrivo dell'aria fresca arriva anche katia.
è stanca, sudata e anche un po' scazzata, perchè non va d'accordo con la padrona del posto dove lavora.
le sbatto in mano una birra fredda e ci piazziamo sul terrazzo a guardare il tempo.
il bello di katia, a parte la figura snella ma muscolosa, è il fatto che non parla tanto. il silenzio non la mette a disagio. e poi non fa mai domande cretine come "stai meglio?". lei è qui per un preciso motivo e non perde tempo in chiacchiere.
quando finisce la birra ci guardiamo e poi ci alziamo - in sincronia.
la porto in camera. lì c'è uno specchio grande che va da terra al soffitto.
"spogliati per favore."
dal tono katia capisce che oggi non le prende. resta un po' delusa e mi guarda smarrita con i suoi occhi da cocker spaniel.
"fa troppo caldo fuori e dentro di me per fare una session da pugili asiatici," le dico tranquilla. se vuole andare via ora, lo può fare e lei lo sa.
invece inizia a spogliarsi come se si spogliasse a casa sua da sola. non è una che fa le cose "for my eyes" - le fa come piace a me: dritte al punto.
nuda è spettacolare. si allena 4 o 5 volte alla settimana. ha le spalle della nuotatrice e una specie di six-pack molto femminile. è tatuata alla caviglia - cazzo non mi ricordo quale, ecco chiarito quanto vale il mio spirito di osservazione - un piccolo fiore nero.
il suo corpo perfetto e minuto davanti allo specchio con accanto il mio, molto meno perfetto e statuario è una impressione che ci fa soffermare lì ammirate, in silenzio, tutti e due. poi, contemporaneamente, iniziamo a ridere per non so quale motivo idiota.
"hai la roba?" chiede lei impaziente.
da sotto il letto tiro fuori quattro confezioni di pellicola trasparente, quella che serve per il cibo e per combattere la cellulite.
"Sì! Ormai la Betty (cassiera assolutamente e vanillamente etero ma simpatica del minuscolo e unico supermercato del paesino dove abito) si chiederà cosa cazzo faccio con tutta sta roba,"
"naaaaaa, lo sa," fa katia già distratta dai pensieri piacevoli, "glielo detto!"
God, have mercy, penso. Prima o poi mi metterano al rogo, perchè porto al peccato tutte le figlie di buona volontà di questo peasino sperduto nella provincia veneta.
"Ok, cominciamo. Allarga bene le gambe e le braccia, per favore."
la pellicola che avvolge il corpo umano crea immediatamente un'altra pellicola tra corpo e plastica: il sudore. e il sudore insieme alla saliva sono liquidi che io personalmente ritengo abbiano un'altissima carica erotica in certe circostanze. Infatti una volta impacchettata senza tralasciare lo spazio tra le cosce e le natiche, katia inizia a muoversi lentamente. il scivolare della plastica sulla sua pelle mescolata alla sensazione umida del suo sudore la mette nel mood giusto perchè io possa iniziare a lavorare di lama. La prendo e la sdraio sul letto. mi devo sedere un attimo. fottuta mia condizione che mi fa ansimare per la fatica anzichè per la voglia.
lei è lì sdaraiata e mi guarda. le faccio vedere la lama che ho scelto. lunga e sottile questa volta. una specie di apri-lettera. non deve tagliare la carne ma solo la carta. anche se lei ogni volta mi implora di farle una cicatrice che le resta. il tizio che le ha fatto il tatuaggio l'ha guardata come una extra terrestre quando glielo ha chiesto a lui. in provincia non si fa. io, invece, non glielo faccio, perchè sono convinta che fra qualche anno, quando si sposa e farà figli non vorrà una roba del genere per ricordarsi delle cose strane che faceva da giovane. lo capisco sempre quando una è solo di passaggio o una sorella per sempre.
"ti prego, ti prego, ti prego!" solo un sussurro. ormai è venuta da sola e solo all'idea.
con la punta della lama inizio a praticare dei piccoli fori qua e la sul corpo della ragazza, evitando accuratamente le zone calde. infilo la lingua nei buchini e assapporo il suo sudore fresco e salato. la ragazza ha gli occhi chiusi ora.
"ti prego, ti prego, ti prego!"
appoggio una mano sul basso ventre. l'effetto deve essere un calore umido intenso. la ragazza inizia a mugulare. cerca di spingere la mia mano tra le sue cosce, ma non è quello che ho in mente.
"se non stai ferma ti lego."
occhi chiusi. sorride e riprende la mia mano spingendola in basso.
"e va bene, piccola stronzetta, lo hai voluto tu!"
con dei nastri larghi di velcro la lego ai quattro angoli del letto e solo questa azione la fa venire un'altra volta. non è la mia bravura a fare questo effetto su di lei. non sto facendo nulla di particolare. ma le donne quando giocano hanno un cinema incorporato in testa nel quale vedeno un film personalissimo.
una volta legata bene inizio a tagliuzzare la plastica sopra i capezzoli. "Taglia, ti prego, tagliami" - con la punta le sfregio appena un capezzolo. la sua schiena si inarca per portarmi ancora più vicino le sue piccole tette. succhio il suo sudore insieme a una piccolissima goccia di sangue. succhio entrambi i capezzoli. sono lì sdaraita fra le sue cosce spalancate, appoggiata metà su di lei e mentre la mia lingua lavora con decisione penso "se muoio ora sarebbe un bel casino!"
ci baciamo. in quel momento provo affetto per lei. e gratitudine. per essere lì. per non parlare. per non vergognarsi. per godersi quel che le faccio.
"ora il piatto del giorno," dico ridacchiando, "sei pronta?"
"TI PREGO!" ora è quasi un imperativo.
lentamente taglio un buchino piccolo che poi allargo con la lingua. la sua fica è sudata e sorridente (non sto scherzando: ho conosciuto fiche tristissime e sono sicura che chi legge con cognizione di causa sa esattamente di cosa sto parlando).
Inizio a leccare cercando di allargare sempre di più il buco. ha la fica chiusa. non sopporto quelle slabbrate. sembrano scopate male troppe volte. lo so. non è cosi. ma a me hanno sempre dato quella sensazione e io non amo passare dove è già passato tutto un esercito.
ormai grida la sua voglia. ha gli occhi neri spalancati. la bocca è una smorfia di massimo impegno. mi fermo ad amirare il suo orgasmo. con un dito la sento pulsare dentro. la scopo lentamente, baciando la sua bocca spalancata. i nostri denti si scontrano. ci mordiamo.
ora il gran finale. con un rapido taglio apro la plastica dal collo fino al pube per accanirmi sul clitoride gonfio e pulsante. lei ride e piange e dice cose senza senso.
cado accanto a lei sfinita. non sono venuta. ma soddisfatta dell'effetto che ha fatto il mio gioco.
vado a prendere dell'acqua che beviamo insieme.
"ora vattene che ho da fare," le dico con un sorriso.
"fammi tornare presto. ti prego."
la bacio in fronte. in fondo potrebbe essere mia figlia se avessi saputo come si fa a 17 anni.
il copyright per l'impacchettamento spetta al music-doc. geniale come sempre a ispirare i miei sensi. lui non fa. ma insegna. ;-)
è stanca, sudata e anche un po' scazzata, perchè non va d'accordo con la padrona del posto dove lavora.
le sbatto in mano una birra fredda e ci piazziamo sul terrazzo a guardare il tempo.
il bello di katia, a parte la figura snella ma muscolosa, è il fatto che non parla tanto. il silenzio non la mette a disagio. e poi non fa mai domande cretine come "stai meglio?". lei è qui per un preciso motivo e non perde tempo in chiacchiere.
quando finisce la birra ci guardiamo e poi ci alziamo - in sincronia.
la porto in camera. lì c'è uno specchio grande che va da terra al soffitto.
"spogliati per favore."
dal tono katia capisce che oggi non le prende. resta un po' delusa e mi guarda smarrita con i suoi occhi da cocker spaniel.
"fa troppo caldo fuori e dentro di me per fare una session da pugili asiatici," le dico tranquilla. se vuole andare via ora, lo può fare e lei lo sa.
invece inizia a spogliarsi come se si spogliasse a casa sua da sola. non è una che fa le cose "for my eyes" - le fa come piace a me: dritte al punto.
nuda è spettacolare. si allena 4 o 5 volte alla settimana. ha le spalle della nuotatrice e una specie di six-pack molto femminile. è tatuata alla caviglia - cazzo non mi ricordo quale, ecco chiarito quanto vale il mio spirito di osservazione - un piccolo fiore nero.
il suo corpo perfetto e minuto davanti allo specchio con accanto il mio, molto meno perfetto e statuario è una impressione che ci fa soffermare lì ammirate, in silenzio, tutti e due. poi, contemporaneamente, iniziamo a ridere per non so quale motivo idiota.
"hai la roba?" chiede lei impaziente.
da sotto il letto tiro fuori quattro confezioni di pellicola trasparente, quella che serve per il cibo e per combattere la cellulite.
"Sì! Ormai la Betty (cassiera assolutamente e vanillamente etero ma simpatica del minuscolo e unico supermercato del paesino dove abito) si chiederà cosa cazzo faccio con tutta sta roba,"
"naaaaaa, lo sa," fa katia già distratta dai pensieri piacevoli, "glielo detto!"
God, have mercy, penso. Prima o poi mi metterano al rogo, perchè porto al peccato tutte le figlie di buona volontà di questo peasino sperduto nella provincia veneta.
"Ok, cominciamo. Allarga bene le gambe e le braccia, per favore."
la pellicola che avvolge il corpo umano crea immediatamente un'altra pellicola tra corpo e plastica: il sudore. e il sudore insieme alla saliva sono liquidi che io personalmente ritengo abbiano un'altissima carica erotica in certe circostanze. Infatti una volta impacchettata senza tralasciare lo spazio tra le cosce e le natiche, katia inizia a muoversi lentamente. il scivolare della plastica sulla sua pelle mescolata alla sensazione umida del suo sudore la mette nel mood giusto perchè io possa iniziare a lavorare di lama. La prendo e la sdraio sul letto. mi devo sedere un attimo. fottuta mia condizione che mi fa ansimare per la fatica anzichè per la voglia.
lei è lì sdaraiata e mi guarda. le faccio vedere la lama che ho scelto. lunga e sottile questa volta. una specie di apri-lettera. non deve tagliare la carne ma solo la carta. anche se lei ogni volta mi implora di farle una cicatrice che le resta. il tizio che le ha fatto il tatuaggio l'ha guardata come una extra terrestre quando glielo ha chiesto a lui. in provincia non si fa. io, invece, non glielo faccio, perchè sono convinta che fra qualche anno, quando si sposa e farà figli non vorrà una roba del genere per ricordarsi delle cose strane che faceva da giovane. lo capisco sempre quando una è solo di passaggio o una sorella per sempre.
"ti prego, ti prego, ti prego!" solo un sussurro. ormai è venuta da sola e solo all'idea.
con la punta della lama inizio a praticare dei piccoli fori qua e la sul corpo della ragazza, evitando accuratamente le zone calde. infilo la lingua nei buchini e assapporo il suo sudore fresco e salato. la ragazza ha gli occhi chiusi ora.
"ti prego, ti prego, ti prego!"
appoggio una mano sul basso ventre. l'effetto deve essere un calore umido intenso. la ragazza inizia a mugulare. cerca di spingere la mia mano tra le sue cosce, ma non è quello che ho in mente.
"se non stai ferma ti lego."
occhi chiusi. sorride e riprende la mia mano spingendola in basso.
"e va bene, piccola stronzetta, lo hai voluto tu!"
con dei nastri larghi di velcro la lego ai quattro angoli del letto e solo questa azione la fa venire un'altra volta. non è la mia bravura a fare questo effetto su di lei. non sto facendo nulla di particolare. ma le donne quando giocano hanno un cinema incorporato in testa nel quale vedeno un film personalissimo.
una volta legata bene inizio a tagliuzzare la plastica sopra i capezzoli. "Taglia, ti prego, tagliami" - con la punta le sfregio appena un capezzolo. la sua schiena si inarca per portarmi ancora più vicino le sue piccole tette. succhio il suo sudore insieme a una piccolissima goccia di sangue. succhio entrambi i capezzoli. sono lì sdaraita fra le sue cosce spalancate, appoggiata metà su di lei e mentre la mia lingua lavora con decisione penso "se muoio ora sarebbe un bel casino!"
ci baciamo. in quel momento provo affetto per lei. e gratitudine. per essere lì. per non parlare. per non vergognarsi. per godersi quel che le faccio.
"ora il piatto del giorno," dico ridacchiando, "sei pronta?"
"TI PREGO!" ora è quasi un imperativo.
lentamente taglio un buchino piccolo che poi allargo con la lingua. la sua fica è sudata e sorridente (non sto scherzando: ho conosciuto fiche tristissime e sono sicura che chi legge con cognizione di causa sa esattamente di cosa sto parlando).
Inizio a leccare cercando di allargare sempre di più il buco. ha la fica chiusa. non sopporto quelle slabbrate. sembrano scopate male troppe volte. lo so. non è cosi. ma a me hanno sempre dato quella sensazione e io non amo passare dove è già passato tutto un esercito.
ormai grida la sua voglia. ha gli occhi neri spalancati. la bocca è una smorfia di massimo impegno. mi fermo ad amirare il suo orgasmo. con un dito la sento pulsare dentro. la scopo lentamente, baciando la sua bocca spalancata. i nostri denti si scontrano. ci mordiamo.
ora il gran finale. con un rapido taglio apro la plastica dal collo fino al pube per accanirmi sul clitoride gonfio e pulsante. lei ride e piange e dice cose senza senso.
cado accanto a lei sfinita. non sono venuta. ma soddisfatta dell'effetto che ha fatto il mio gioco.
vado a prendere dell'acqua che beviamo insieme.
"ora vattene che ho da fare," le dico con un sorriso.
"fammi tornare presto. ti prego."
la bacio in fronte. in fondo potrebbe essere mia figlia se avessi saputo come si fa a 17 anni.
il copyright per l'impacchettamento spetta al music-doc. geniale come sempre a ispirare i miei sensi. lui non fa. ma insegna. ;-)
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