Visualizzazione post con etichetta blog. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta blog. Mostra tutti i post

22.10.10

mod a cappella!

il mio blog non è un posto sacro e io non sono la sua sacerdotessa.
anche se, ovviamente, ognitanto ci casco e mi sento parecchio bella, unica, immortale e dotata di superpoteri, adulata, ammirata e santificata in vita. normale, per una persona egocentrica come me. questi momenti di delirio durano in media 30 secondi. e menomale, perché se durassero di più porterebbero inevitabilmente all'idiozia - ne sono certa. se durassero di meno, invece, non mi darebbero la carica che mi serve per andare avanti.

insomma. il mio blog è un posto come tanti altri. anzi tantissimi. da quando la rete da questa possibilità, il 99% dei frequentatori di internet si sentono scrittori, sentono che il mondo deve assolutamente leggere quel che hanno da dire o vedere quel che hanno da fare vedere. e lo dicono, lo ridicono ...e lo ridicono ancora e ancora e ancora. c'è chi offre vere e proprie docenze sul proprio cavallo di battaglia (musica, cinema, letteratura, fotografia, sesso, consigli sulla vita, le relazioni, scienze, cucina e uncinetto), c'è chi ci informa che in italia tutto va male e che il berlusca è piccolo e brutto (lo fanno in america con obama e in germania con la merkel - non abbiamo nessun primato in questo), o dei problemi quotidiani che non sembrano mai trovare una soluzione vera e definitiva (sarà che la vita è proprio cosi?!)

a volte chi scrive è pieno di sé e a volte pieno di stupore (sono quelli che leggo IO - lo stupore è una cosa meravigliosa!), c'è chi scrive di sé e della propria vita. alcuni lo fanno a ragione (una vita piena di colpi di scena - cazzo, è meglio della TV!), altri a torto (scrivono che gli va tutto male, che si sentono brutti e che nessuno li sa capire veramente oppure ci sono quelli che scrivono usando un linguaggio rozzo e volgare a prescindere - di solito e in entrambi i casi - si tratta di gente amareggiata e fragile, sola e piena di paura che però in nessun post chiede mai veramente un aiuto concreto - tutto sommato non vogliono veramente che la loro vita cambi. stanno bene stando male - sapendo che "a nessuno non gliene frega niente". anche perché i cambiamenti fanno paura tanta. lo so bene io. Poi ci sono i superstar di tutti i blogger. è gente con un seguito pazzesco- spesso sono i blog più banali, dove è facile partecipare e commentare, perché le tematiche sono "per la massa". Poi ci sono i fiori nascosti. è gente che scrive roba meravigliosa e li leggono in pochissimi - e a loro sta bene cosi. sono quelli che leggo con più coerenza. non li commento mai. perchè - ed ecco la tesi del giorno - i commenti rovinano ogni scritto! falsificano il senso del post, distraggono dall'autore e spesso fanno passare la voglia di continuare a scrivere.

lo ho già detto in altre occasioni. questo posto è stato ignorato dal mondo per quasi due anni dalla sua creazione. mi leggevano in pochissimi e a me stava bene cosi. tanto lo avevo creato per ME. per non morire di noia. a volte per non morire e basta. chi mi leggeva non aveva bisogno di rendersi a me visibile commentando quel che scrivevo. perchè ci si conosceva prima tutto al di fuori da questo blog.

poi, un bel giorno, ho iniziato a postare qualche commento qua e là e un po' alla volta anche il mio blog si è riempito di gente. persone di ogni genere. buone, cattive, intelligenti, idiote, carismatiche o senza evidenti segni di riconoscimento. si dividono in tre gruppi. quelli che commentono dichiarando chi sono, quelli che leggono ma non commentano mai e in fine gli anonimi coglioni dal commento (grilletto) assolutamente facile - a volte sono davvero micidiali e parole come "puttana" diventano come le pallottole di una glock automatica.

ora.
io i miei post li scrivo con amore, odio, passione, noia, a volte con autoreverenza o tanto per pubblicare qualcosa e qualche rara volta anche con saggezza e un lampo di genio. infatti, un lettore attento secondo me capisce molto bene il mio stato d'animo con cui ho scritto. scrivo da casa (sono almeno 3 posti che chiamo cosi), dall'ospedale, dal lavoro. ogni volta che ho qualcosa da sputare lo sputo qua. una volta scritto un post lo pubblico senza pensarci tanto ma poi lo rileggo tante volte. per me. per capire chi sono. per ragionare. per ridere di me. per commuovermi. in mezzo capitano i commenti dei lettori che sono spiritosi, azzeccati, geniali e divertenti. eppure ci sono anche quelli che non contengono quel che avrei scritto io al loro posto. non sempre mi piacciono, alle volte sono ridicoli o patetici - ma sono sempre graditi, altrimenti toglierei la possibilità di postarli, vi pare?!

ieri è capitato l'anonimo coglione. leggo in giro che capita anche da altri. ne ricevo ognitanto di commenti volgari, offensivi o a ddirittura minacciosi (ecco, quelli non vanno presi sotto gamba mai!) e di solito li elimino. secondo me la merda non ha diritto di "audience". ne vediamo già tanta a nostro malgrado e senza potercene veramente ed efficacemente difendere.. ma ieri ero un po' nel pallone insomma il dito è stato più veloce del cervello e....zac, eccololì il commentone dello stronzone (chi sa perché penso sempre si tratti di un uomo - sono decisamente prevenuta in queste cose. eppure ho conosciuto donne che erano capace di questo ed altro!). stavo già per eliminarlo quando ho pensato questo:

un film come SHORTBUS è talmente bello, il suo messaggio d'amore talmente potente che un commento cosi ....insomma non può scalfire minimamente neanche la superficie del discorso. e lo ho lasciato lì. stamane trovo altri due messaggi deliranti che ho buttato via e poi mi sono riguardato il post e ho letto tutti i commenti e poi ho capito!


i commenti sono come l'altra metà del cielo di chi scrive e i blog sono come i matrimoni. alcuni riescono bene, alcuni meno, alcuni vengono contratti per convenienza, alcuni per amore. In comune hanno una cosa sola: nessuno di loro è perfetto.

scrivo questo a cappella. senza violini d'accompagnamento.

5.9.09

definition of HOME ...e varie



...alla mielosa definizione della parola "home" che una donna della nostra famiglia (che stava sui coglioni a tutti, ma ormai è morta quindi, come sempre, ne parliamo con più affetto di quanto meritasse da viva) diede in presenza di mia madre...e cioè "home is where your heart belongs to" - traducibile con "casa è dove appartiene il tuo cuore" ....insomma mia madre la guardò con una delle sue occhiate lunghe e silenziose, in realtà non minacciose, ma che dopo un minuto ti facevano cmq sudare le mani, per poi dire con la sua voce calma e calda: "this is bullshit, darling, but we're used to it, on the other hand, if you talked straight, we'd be shocked" (questo è sterco di toro, tesoro, ma ne siamo abituati, d'altronde se parlassi dritto al punto ne saremmo tutti scioccati) - e poi diede la sua definizione di "casa": "home is where you get food, a bed and the permission to use the washing-machine....in some, fucking lucky cases, it's the place where you simply can be yourself!"
"casa è dove ti danno da mangiare, un letto e il permesso di usare la lavatrice...in alcuni casi maledettamente fortunati, è il posto dove puoi essere semplicemente te stesso!"

nella foto c'è la vista che si ha dalla finestra grande nel salotto della casa di mia madre. è un posto sperduto al nord-che-più-nord-non-si-può della germania. lo ho rivisto ora dopo 4 settimane all'inferno (ora guarderò con occhio diverso i quadri di Bosch che già mi erano affini da prima) e per me questo posto è casa. perchè è lì che è vissuta mia madre. lei teneva insieme tutti i fili - anche i miei. e ora che non c'è più da quasi un'anno (ma che io non ricordavo al mio risveglio - quindi la ho perduta due volte) questo posto rappresenta una specie di collegamento con tutto quello che è "famiglia".

ora le "varie":
ho potuto rifarmi l'idea del perchè uno dovrebbe tenere un blog.
io lo ho iniziato per la voglia di scrivere.
ora l'idea di scrivere cose importanti per me (altro non so) che
vengono letti da sconosciuti ai quali non frega niente di me,
mi infastidisce non poco.
quindi smetto.
lascerò il blog cosi com'è.
con il contatore delle visite ho costatato che i lettori si accanivano principalmente sulle cose "porn" - pochissimi sentivano la necessità di commentare e di condividere il loro pensiero. e chi lo ha fatto per lo più mi trasmetteva la propria paura che diceva "ma non voglio che ti avvicini troppo - ho una vita vera fuori dalla rete e non voglio che le due cose si mescolano, meno che mai con una come te".
insomma mi sono rotta i coglioni di procurare materiale di sega a gente che si nasconde nell'anonimato della rete (senza offesa!) o di dire cose preziose di me senza un feedback che soddisfi ME(sempre senza offesa!)
leggerò io voi - quello sì!
e magari dopo un po' mi torna la voglia. cambio idea secondo il mood.


love, mod

P.S. il music-doc mi ha dato da leggere la trilogia "millenium" di stig larsson. credo un po' come terapia per riabituarmi alla vita e distrarrmi dal fatto che ho perso buona parte della memoria causa febbri altissime e stati di incoscienza prolungati. un po' perchè dice che io assomiglio alla protagonista femminile. vedremo. ho evitato accuratamente di leggere un libro che si intitola "uomini che odiano le donne" - già. un titolo del cazzo. ma ho anche sempre pensato che se un giorno il music-doc lo avrebbe letto e poi passato a me - non avrei opposto resistenza. a lui do sempre retta. senza discutere.