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22.10.11

mod (s)chools_ senza apostrofo

una voce tempo fa "ma, ma, moood, come cazzo fai a vivere tutte queste situazioni pazzesche?!?! secondo me te li inventi. tutte quante. e sei pure una gran stronza, perchè c'è sempre pure una minima possibilità che sia roba vera..."



Hana è vera. ve la ricordate la ragazza calva che avevo vista nel ristorante dove vado a mangiare nella mia pausa pranzo (anzi, giovanin', che so che mi leggi, perchè t'ho rivelato l'esistenza di sto cazzo di blog, il fingerfood di pesce crudo che mi hai fatto mangiare ieri era davvero delicious!)? vabè, lei ha un ragazzo. lo ho scoperto l'altra sera. alto, magro, pelle bianchissima e uno sguardo tra il dolce e il feroce. i due sono innamorati q.b., lo dice Hana - che con quello che ha è come me: amare troppo è come soffrire troppo e ti può uccidere. quindi ti guardi bene dal consumare troppe energie.


l'ultima volta che Hana è passata tra le mie lenzuola e dopo una roba pazzesca di lingua che mi son lasciata fare, che solo lei... credo che sia perchè anche lei sa quando morirà più o meno. non so, ma riesco a stare lì a farmi fare le cose. ha lasciato scivolare dentro me un dito curvato ad uncinetto e poi con la lingua e con i denti s'è presa cura del resto - alla fine ero come svenuta e ben consapevole che in quel momento m'avrebbe potuto fare di tutto. anche uccidermi, eh?! la gente è parecchio strana e fidarsi va bene fino ad un certo punto. insomma siamo lì, dopo il tumulto erotico, e lei mi fa "lo sai che ho il ragazzo?!" fa il broncio mentre lo dice. secondo me pensa che io sia lesbica. come tutti gli altri. non mi ha conosciuta quando ero una giovane moglie, ubbidiente ad un marito che era davvero "the one"...vabè... dico "come, il ragazzo? non me lo avevi mai detto!" e pianto il broncio anche io. tutto sommato mi sta bene passare per lesbica. mi mette al sicuro da un sacco di cose.


"io vorrei fargli delle cose...insomma, non so, da quando lo facciamo tu e io, ho voglia di fargli male mentre mi scopa!?" l'affermazione sembra quasi una domanda. parlando viene fuori che la nostra piccola storiella l'ha gettata nel totale sconforto perchè le sono nato dentro delle robe strane, il desiderio non solo di fare sesso giocando ma anche di provare e far provare dolore. il culmine per lei l'abbiamo raggiunte qundo le ho bucato un capezzolo dove ora porta un anellino con una perla. mentre bucavo le avevo infilato uno di quei giocattolini, un piccolo cazzo finto che vibra. dopo ha detto che ll'orgasmo era talmente forte che le sembravano scoppiare i polmoni ...vabè...


taglio. l'altro giorno li vado a trovare a casa loro. abitano nella torre di una casa antica nel centro della città. sei o sette piani senza ascensore. quando arrivo su mi manca il fiato e mi sento parecchio vecchia e brutta. cerco di ricuperare e fingo una total coolness che non ho.

sono lì tutti e due. lui porta jeans nero e maglietta con scritta rock'n roll. lei con la calzamaglia e una camicia di lui. non si trucca, è calva e palidissima e gli occhi sono enormi.

le sorrido e le do un bacio. lui resta lì in attesa. sconvolto credo dalla mia statura. sento un formicolio sotto.

mezz'ora dopo lui è nudo. lei anche. gli ha ficcato delle pinze sui capezzoli. son quelle d'acciaio. ne avevo due e li ho portati. sai mai...

mentre tira e molla le pinze, Hana gli scivola sopra e si lascia penetrare. li guardo ammirati. non sono scatenati. ma a lui la situazione ha eccitato tanto. non era per nulla convinto credo, all'inizio. e lei che è riuscita a fargli dire sì, di incontrarmi. Hana si dondola avanti e indietro, tirando sempre più forte le pinze.

"fermi!" - prendo Hana per le spalle e la tiro via di peso. la sdraio di schiena sopra la sua pancia e guardo brutto lui. "cosa credevi di fare?!" afferro le due pinze - che Hana fino ad ora lo aveva "accarezzato" soltanto. - do una strattonata decisa e lui mugula. poi infilo un paio di dita dentro lei. la guardo che vorrei mangiarla. la bacio - un filo di saliva si tira tra le nostre bocche quando mi stacco. lui ci osserva. è lì sotto Hana e non si può muovere più di tanto. non è venuto ma ha il pisello dritto come un missile.

"ti piacerebbe finire?" - "Sì", solo un sussurro.

li ho utilizzati come se fossero barbie e ken (una mia amichetta, quando ero piccola, voleva sempre giocare a barbie e ken che fanno sesso - un giorno, avevamo nove anni, gli ho fatto vedere come si fa veramente - perchè già lo avevo imparato mio malgrado. la mamma di questa qua non ha mai più permesso che giocassimo insieme...scusate la reminiscenza).

ho seduto lui sulla faccia di lei che quasi soffocava e acovacciandomi d'avanti alla faccia di lui per far vedere quel che provavo e vedere bene quel che provava lui - non ho resistito e gli ho infilato la lingua in bocca. ho messo lei a quattro zampe e lui che la cavalca (non capiva sul momento perchè non la potesse montare da dietro - glielo fatto capire a parole dolci strizzando gli il cazzo a mò di lavandaia!), li ho costretti a soddisfarmi - lei la bocca di sotto e lui quella di sopra (i maschi sanno baciare meglio delle femmine!), ho messo lei sopra di lui che avevamo legato in due ai quattro angoli del letto e io sopra la sua faccia ma senza toccarlo - per poter baciare lei, abbiamo tirato su lei legata - sembrava una sirenetta preso all'amo - cazzo, che belli i soffitti alti, abbiamo anche cucinato e mangiato insieme tra una roba e l'altra - ho passato il corpo snello di lui ovunque con la piccola lama che serve per mondare le verdure. e allora Hana si è ingelosita - voleva provare anche lei. e lo ha tagliato per sbaglio. ha solo finto il suo dispiacere e gli ha succhiato con goduria la ferita sanguinante, abbiamo riso perché quando finalmente gli abbiamo permesso di venire, gli arrivato una buona parte in faccia. lei, da brava gattina, lo ha pulito con la lingua. li ho legati uno adosso all'altra per poi penetrali entrami con le mani mentre si baciavano.


una notte convulsa. non ricordo tutto. ma cosi come la ho scritta adesso in un mezz'ora vengo presa da una frenesia che pensavo non provare più.

ah...non ha importanza se è una roba vera o solo fantasia. cioè non lo è per chi sa la verità. Giusto?

love, mod

p.s.: all pics by jan saudek - tutte le foto sono di jan saudek

20.7.08

natural woman, o no?!

ci sono delle donne che hanno una funzione incorporata che riescono ad accendere con effetto immediato. spingono un tasto con scritto sopra “seduzione” e via.....riescono ad avere il maschio che vogliono e quando lo desideranno. vorrei tanto che ci fosse una officina dove potersi fare istallare quel tasto. solo per provare una volta s’intende. tenere una cosa cosi pericolosa addosso sempre mi creerebbe qualche ansia suppongo.

sabato sera.
litigo con chi sta in casa con me.
per non deprimermi decido di cedere alle lusinghe di una collega che mi ha invitata ad uscire con lei e le sue amiche. lo so, lo so. mai fraternizzare coi colleghi.

andiamo al bar kharma in centro. un posto per tacchinare. per cuori solitari e no. per santi e porci. per principianti e professionisti.
quando entriamo siamo quattro donne che vengono immediatamente soppesate, classificate e messe sulle hit list (o scartati) degli uomini (e qualche donna) presenti. due di noi non stanno sole neanche 5 minuti. in effetti sono le più carine. carine nel senso di quello che si definisce "la norma". io osservo in muta ammirazione. accendono il famoso tasto della seduzione, si toccano i capelli (lunghi!), ridono con quella tonalità che a me non verrebbe neanche se studiassi con dita von teese, si muovono su quelli sgabelli come snodate e in preda ad un perfetto equilibrio. La terza donna ci mette venti minuti ad acalappiarsi un maschio tipo rappresentante di commercio tutto calcio, donne e allegria. E’ timida, quindi non l’hanno notata subito. Io resto seduta da sola al banco e il barista mi chiede “cosa prendi, tesoro?” ecco. gli unici uomini che mi chiamano tesoro son le checche. Ce n'è uno solo che mi chiama bellezza. quando si ricorda. ed è meglio che non lo pensi tanto!
bevo tequilla. solo quando ho il bicchiere davanti penso che bere tequilla non è molto femminile e poi non mi ricordo mai la sequenza....prima il sale o prima il limone.....che cazzo... la bevo liscia. la musica è bella però. il primo album di joss stone. l’unico degno della sua voce. intorno a me la gente beve, parla, ride e si tocca per caso. si vede chi finirà a letto insieme e sudato o sul ponte vecchio nelle nichie dell’amore sta notte. a me ancora nessuno.....
accanto a me una coppia di giovani che litiga. lei è la classica bambolina che papino porta in palmo di mano e quando si spezza un’unghia mammina la porta dallo strizza. la guardo. proprio bellina. capelli lunghi e vaporosi, pantaloncini corti con top che lascia vedere un’ombellico perfetto (quelli da infilarci la lingua per intenderci) e poi sandali con tacco altissimo allacciati alla schiava. Dio, che perfetta, penso, neanche si accorge di me...
Battibeccano un bel po’ con lui sempre più scazzato e lei sempre più inviperita. Sulle prime non sento quello che si dicono....sono stordita dalla visione di lei che, bevendo, le finisce a scivolare una goccia lungo il mento e poi la gola. Si pulisce con il tovagliolino.
“avrei preferito restare con loro. sai benissimo che non mi piace questo posto”. vocina lamentosa da principessina .
lui la guarda scocciato. beve. la guarda di nuovo e poi:”non dovresti mai parlare. già fai male i pompini...ma a parlare sei peggio.....cazzo, quanto rompi!”
intorno a noi delle risate. lei avvampa. non si arrabbia. l’ha stroncata con la sua volgarità. ha le lacrime agli occhi ed è sempre più bella. e lui, impacciato (non dispiaciuto!) le fa “ora non cominciare con la solita scenata, cazzo”.

vecchia regola: mai piangere davanti a un uomo. sono guai programmati: o ti mentono o ti promettono cose che sanno già di non mantenere oppure....s'incazzano di più e di sicuro non sanno cosa fare, figuriamoci cosa dire. salvo alcuni esemplari rarissimi che hanno cervello E cuore. ma questo è un altro discorso.

non sopporto di vedere la morettina piangere e poi è tutta la serata che mi sto rompendo le palle. non volevo venire. io sto malissimo in questi posti e lo sapevo. da un lato non voglio mischiarmi con i mercanti del sesso del sabato notte, dall’altro ci resto troppo male che nessuno ci prova con me. quindi sono leggermente di cattivo umore.
finisco la mia tequilla e dico con calma. “non dovresti farla piangere. è cosi bella. fossi in te le chiederei scusa”.
lei singhiozza una volta e mi guarda stupita
lui si gira verso di me e dice “ma perchè non ti fai i cazzi tuoi?!” in dialetto poi.
“dolcezza, questa era l’unica cosa da non dire”
lui si alza, ormai esasperato.
sta per dire qualcosa, ma mi alzo anche io.
potrebbe rifuggiarsi sotto le mie tette poverino.
mi guarda dalla mia testa biondissima, capelli cortissimi fino ai miei tacchi d'argento.
sbianca.
inclino la testa con lo sguardo serio.
“allora, ‘ste scuse?”
lui guarda la sua ragazza , le sorride con imbarrazzo “scusa piccola, andiamo via dai!”
lei mi sorride timidamente, le sfioro la guancia e dico “guarda, tu puoi anche imparare a fare meglio i pompini, ma lui resterà sempre un cafone!”

Se ne vanno senza girarsi e io resto lì. mi siedo e ordino ancora da bere. Espresso doppio. lo bevo amaro, come piace a me. Delle altre tre vedo solo la timidina che sta ballando come se fosse madonna, delle altre due nessuna traccia.


ho visto il panico negli occhi del ragazzo e mi ha dato quella sensazione che provo da sempre quando uno stronzo si accorge di me. una soddisfazione fisica. penso che anche la mia è una specie di seduzione. li seduco a comportarsi meglio!
sorrido fra me e me.
sono felice.
decido di ballare.