31.7.09

Lecture. Lezione.

istruzioni d'uso: ascoltare e guardare con attenzione e buona volontà

chi dovrebbe guardarlo: tutti colloro che pensano di aver capito tutto della vita, tutti colloro che hanno paura, tutti colloro che, dopo un attento esame di coscienza usano spesso frasi fatte contenenti parole come sincerità, anima, amore (ma anche altri che compongono il loro gergo quotidiano), tutti quelli che buttano via la giornata dando la caccia a cose assolutamente superflue, tutti colloro che svolgono un lavoro creativo o di isegnamento, tutti colloro che hanno figli, tutti colloro che sono il capo di qualcuno, tutti colloro che sono stanchi di fare quello che stanno facendo credendo di non avere alternative, tutti colloro che non sanno esprimere i propri sentimenti e si sentono in colpa per questo, tutti quelli che hanno il blocco dello scrittore, tutti colloro che hanno una spada di damocle di qualunque genere che penzola sopra la loro testa.

Love mod

p.s.: su youtube ovviamente trovate anche il resto della (lunga) lezione.

p.p.s. vorrei che in questo caso ci fossero dei commenti anche a parte di colloro che di solito mi leggono avvidamente, collegandosi anche 20 volte al giorno (yep, guys, io vi tengo d'occhio), ma non lasciano mai un commento. sì, anche in privato se vi vergognate. per sta volta... :)

Grazie!

28.7.09

ready or not

avevo già messo il solito pezzo di musica da youtube.
(gospel!)
non ho niente di carino/profondo/divertente da dire.
sto partendo. le valigie sono lì, già pronte.
mancano cosmetici e medicine. lì metterò per ultimi.
vado via senza sapere quando torno.
ho salutato mio figlio 10 giorni fa.
per il suo compleanno gli abbiamo regalato di poter lavorare due settimane all'estero (niente di pericoloso!) per una delle ONG più belle che connosca.
metterà il naso dentro quel mondo di persone particolari che era anche il mondo di suo padre. ha espresso il desiderio di lavorare lì quando finisce gli studi e io non posso che esserne felice.
ieri sera mi chiama. la voce tranquilla e serena. è la prima volta che deve fare da solo. abita da solo in un appartamento in centro, fa la spesa, cucina, gestisce gli orari e mi dicono che sul lavoro è ben voluto e bravo. con la sua maniera tranquilla e riflessiva fa cose che neanche erano previste.
lo abbiamo mandato via prima della mia partenza, cosi non ci sono gli adii.
ora non sono più tanto sicura di aver avuto una idea geniale: come faccio ad andarmene senza salutare chi amo di più.
ho dormito poco, come sempre.
passo le giornate fino alla partenza guardando la TV amricana - per abituarmi a quel mondo cosi diverso da quello italiano.
non riesco tanto ad ascoltare la musica. non so cosa voglio. metto un CD e lo tolgo dopo poco. la musica mi mette quella agitazione emotiva che forse in questo momento evito istintivamente - per non indebolirmi in nessuna maniera.
mi serviranno tutte le risorse di cui dispongo.

non ho paura di morire.
ma detesto la incertezza sul quando (esattamente) e come (esattamente).
è l'incertezza che mi getta nel panico.
vale anche per tutte le altre cose della vita.
prima di tutto le relazioni affettive.
non parlarmi, non dire quel che si prova con una come me è
un ottimo metodo per uccidermi dentro.
non che renda la cosa facile all'altro, eh?!
con me devi inistere per potermi dire quel che provi. sulle prime cerco di schivarle ste cose - anche in maniera piùttosto cattiva.
troppa emozione uccide.

e mi viene il dubbio che anche l'amore è una specie di malattia incurabile.
e anche che io non abbia capito ancora nulla della vita.

24.7.09

Amazed!

Maybe I'm amazed at the way you love me all the time
Maybe I'm afraid of the way I love you
Maybe I'm amazed at the way you pulled me out of time
And hung me on a line

Maybe I'm amazed at the way I really need you
Baby I'm a man maybe I'm a lonely man
Who's in the middle of something
That he doesn't really understand

Baby I'm a man and maybe you're the only woman
Who could ever help me
Baby won't you help me understand,

Baby I'm a man, maybe I'm a lonely man
Who's in the middle of something
That he doesn't really understand

Baby I'm a man and maybe you're the only woman
Who could ever help me
Baby won't you help me understand, oohhh

Maybe I'm amazed at the way you're with me all the time
Maybe I'm afraid of the way I leave you
Maybe I'm amazed at the way you help me sing my song
Right me when I'm wrong
Maybe Im amazed at the way I really need you

Oh maybe I'm amazed.
Maybe I'm amazed.
Yeah, yeah yeah.
Yeah, Maybe I'm amazed.
I'm amazed, with you.
Oo-oo. Oo-oo.

23.7.09

pussy power

mio fratello mi manda questo video in cui una ragazza intervista in maniera molto "attiva" un'attore porno.
pretesto ufficiale è "come faccio io donna a diventare più brava a letto".
l'attore è un vero professionista e non si fa pregare.

la cosa bellissima è che la ragazza è la vera protagonista, mentre lui nel corso della intervista diventa quasi una comparsa restando per tutto il tempo convinto di "insegnare".
sì, perchè la ragazza è disinvolta, simpatica e fa capire che come "capacità di amplesso" lascia qualche perplessità. lo fa capire senza parole. con una strizzata d'occhio qua e là ci fa capire che.....insomma.....non è che l'uomo abbia inventato l'acqua calda.

quando l'attore improvvisa una goffa posizione a 69 con lui che le sbatte le mutande con tanto di contenuto esagerato in faccia perde lo status di protagonista.

la ragazza si fa poi inseguire da lui (nudo) per tutto l'albergo. spassosissimo.

ho sempre pensato che l'industria pornografica sia l'ambiente più maschilista e sessista del mondo. anche se gli uomini sembrano seducenti, non lo sono affatto. sono stereotipi e piùttosto scontati e noiosi.

è bello vedere che una ragazza con abito maschile e cravatta nera da blues sister rimette a posto gli equilibri naturali.

mi piacerebbe conoscerla. la bella mora.

Everlast: Love, War and The Ghost of Whitey Ford- Die in Yer Arms

PLAY IT LOUD!

22.7.09

die in yer arms tonight - everlast

in questi giorni mi nutro esclusivamente di latte di mandorla gelata (ho la pasta di mandorle, quella vera!) e ghiaccioli. tutti i gusti. adoro la menta.
e ad intervalli regolari mi emmergo in una vasca con acqua fredda.
prevenzione.
per non far salire troppo la temperatura.

non mi fa bene stare sola. anche se ogni volta che capita tiro un sospiro di sollievo. essere sola in fondo per me è un lusso che in tempi migliori mi godevo con criterio. ora no. il criterio - mi sono dimenticata.....come cazzo lo si può ritrovare?!

guardo lance che non vincerà il tour, ma che a 37 anni è una bellezza da guardare, perchè non si arrende - ha l'espressione in faccia che dice "col cazzo!" mi piacerebbe farmi una birra con lui un giorno o l'altro.

ascolto everlast. "die in yer arms tonight". vuol dire "morire nelle tue braccia sta notte". - e non penso ad una donna mentre ballo su gambe un po' malferme cantando come un vecchio negro.
devo caricarmi. cazzo.

fine mese vado alla guerra.

18.7.09

happy and birthday

17 anni.
alle 9.28 di un caldo sabato di luglio 1992
sei nato da me che non avrei mai pensato di essere capace di fare tanta bellezza.

il dolore, il caldo, sguardi estranei, rumori minacciosi...tutto svanisce nel momento in cui ti tengo in braccio per la prima volta. sei pieno di di liquidi, sangue e ti hanno avvolto in un panno pulito. lo faccio togliere con le mie ultime forze e cosi
accade quella cosa meravigliosa: un pelle contro pelle che ci legherà per sempre.

"Mamma, sta sera se aggiungono altri tre per la festa. dici che si può?"
"Dico che si può - digli di portare il sacco a pelo però che devono dormire sul terrazzo."

quel momento sembrava tutto al rallentatore. ci guardavamo, tutti e due stravolti dalla fatica. toccavo le tue mani piccolissime e i tuoi piedi cosi perfetti. ti annusavo e ancora oggi posso dire che non ho mai più annusato niente di più buono.

"mamma, parli tu con la Lucia (n.d.a. la vicina anziana del piano di sopra), mi sa che sta notte faremo chiasso e quella chiama i carabinieri se non la avvisiamo. vai tu per favore che a me fa paura."
"non ti preoccupare, ci penso io. ricordati che dopo dobbiamo andare a ritirare il tuo costume."

non hai pianto finchè non ti hanno tolto dalle mie braccia per pesarti. allora sì che hai strillato forte. mi ricordo che iniziai a piangere anche io, perchè sentivo che non ti dovevo abbandonare - e contemporaneamente mi sentivo un idiota per la reazione esagerata. fatto sta che ti hanno pesato solo un'ora dopo!!

"Mamma, il papà si divertirebbe se fosse qua con noi, vero?"
"ci puoi scommettere il tuo fondo schiena, figlio"

siamo stati 8 giorni in ospedale. non per te. Grazie a Dio tu eri perfetto. Ma per me. Il parto è stato degno di un film di Tarrantino. Che macello che mi hanno fatto questi imbecilli. ho sopportato il dolore e tutti fastidi (caldo, non subito una stanza tutta mia, infermiere automatizzate, medici cretini) solo perchè c'eri tu. Grazie a te, figlio mio, ero di buon umore, prendevo in giro tuo padre che ti teneva in braccio come una scimietta, cantavo e facevo piani per un futuro assolutamente luminoso.

"Mamma, prometti però che non tagli più l'anguria col machete. Ieri la Sara se l'è fatta quasi addosso." Mi guarda sorridente e orgoglioso. di me?
"non prometto nulla. lo sai, quando è una festa in maschera possono accadere cose strane..." Sorrido anche io e gli strizzo l'occhio.

il giorno che ti abbiamo portato a casa c'era tutto pronto per te. Avevamo dimenticato solo di comprare latte e pannolini.
questo per dirti che siamo stati genitori imperfetti e io ora sono quello che si potrebbe chiamare una madre imperfetta per eccellenza - e devo fare per due. Tu dovrai diventare un uomo nonostante me e le circostanze. Ti ho insegnato due o tre cose buone, ti ho nutrito e vestito. Quindi ben poco se guardiamo in che mondo sei nato. Tutto il resto dipende solo da te. Ti auguro amore e il coraggio di viverla sempre.

In Liebe

17.7.09

Baby, live strong. And long

Dear Lance,
I know you wanna win.
You never did the bike because of partecipation.
You did it to survive.
Surviving means to win.
It's like playing Black Jack in the desert without water...and with the devil, right?

Some people say you don't win clean.
I am sure you are playing dirty: dirty like only a doomed to death can do.
your "dirty winning" is your strong will. Man that will is dirty.
No good feelings, no polite tone, no doing things politically correct, no being mister nice guy.

Man, I hope you rock it - this one last time.
I bet my ass on you.
Don't upset me!
God bless you.

http://www.livestrong.org/site/c.khLXK1PxHmF/b.2660611/k.BCED/Home.htm

16.7.09

skin thin

Now that you've grown up
You can finally learn to be a child
We made it to the end of the world
But we'll never make it out alive

Skin thin
I breathe out, you breathe in
But the days seem so long
Skin thin, blood again
It's all I can do to hold on
We're just skin thin

Always knew if we didn't have each other
We'd have nothing at all
And you were always brave enough
To live like you could never fall

Skin thin
I breathe out, you breathe in
But the days seem so long
Skin thin, blood again
It's all I can do to hold on

Now that we've grown up
Can finally learn to be a child
With good friends behind me
But ghosts up ahead for miles and miles

Skin thin
I breathe out, you breathe in
But the days they seem so long
Skin thin, blood again
It's all I can do to hold on
Life's just skin thin

15.7.09

recensione

È una storia d’amore.
Ovviamente.
Quando mai il music doc mi ha mandato altro che amore?!
È la storia di un ragazzo pallido e delicato – solo in apparenza
E di una bambina con gli occhi da assassina per necessità – per davvero.
Il ragazzo è indifeso di fronte alla violenza a goccia cinese che deve subire dai compagni
E la bambina è in balia della sua condizione – di vampiro.
Quando si incontrano (lei: non posso essere tua amica – lui: e perché no? E poi: perché dovrei voler essere il tuo amico?) parlano attraverso il codice delle trasmissioni radio. E poi si guardano senza parlare, mettendo in chiaro che loro due sono destinati a stare insieme per sempre.
Il fatto che la storia ha luogo in una landa nordica ed invernale mi colpisce al cuore. Il fatto che anche di giorno sia notte mi fa cadere in quella melancolia immediata che, però, al momento placa le mie paure più viscerali.
Il ragazzo ha un coltello e quando si taglia per compiere il rito di “fratelli di sangue” con la bambina, lei, invece di tagliarsi, lecca il sangue che gocciola dalla mano del ragazzo per terra…..
Ma che cazzo sto scrivendo?!
Questo film non lo si può raccontare. Bisogna guardarlo.
Tutto l’insieme mi ha fatto capire che nessuno vive per sempre, ma che ogni tanto incontri qualcuno che ti salva la vita e ti guarda le spalle.
Non aver paura di me. Ecco l’unica cosa che dovevo scrivere: lasciami entrare!

Nature Boy. and girl.

Described by New York Times as 'the standout male jazz vocalist of our times', Kurt Elling's smooth four-octave baritone voice is matched only by his emotional range: from quietly crooned love songs to virtuosic vocal displayed. For multi-award winner and 2008 Grammy Award nominee, Elling, it's about communication. He says 'I want people to be surprised, to be moved, to laugh, to remember something important they may have forgotten, I want them to have what they need.'

uno dei miei preferiti.
anche a chi non piace il genere dovrebbe fare un certo effetto.
o no?

14.7.09

alle volte non vedo l'ora...

...che le cose accadono.
la impazienza di vedere questo film mi fa formicolare la bocca.

e mi fa dimenticare la vita che di solito passa fuori da casa mia ma ora ha fatto una specie di irruzione sgradita dalla quale non so come difendermi.

ho come la sensazione che questo film arriva al momento giusto.
per distrarrmi.
per consolarmi.
per dirmi non so cosa.
ma per parlarmi.

2.7.09

doing katie slowly

ieri sera, dopo un pomeriggio di violenti temporali e pioggie da monsone, con l'arrivo dell'aria fresca arriva anche katia.
è stanca, sudata e anche un po' scazzata, perchè non va d'accordo con la padrona del posto dove lavora.
le sbatto in mano una birra fredda e ci piazziamo sul terrazzo a guardare il tempo.
il bello di katia, a parte la figura snella ma muscolosa, è il fatto che non parla tanto. il silenzio non la mette a disagio. e poi non fa mai domande cretine come "stai meglio?". lei è qui per un preciso motivo e non perde tempo in chiacchiere.
quando finisce la birra ci guardiamo e poi ci alziamo - in sincronia.
la porto in camera. lì c'è uno specchio grande che va da terra al soffitto.
"spogliati per favore."
dal tono katia capisce che oggi non le prende. resta un po' delusa e mi guarda smarrita con i suoi occhi da cocker spaniel.
"fa troppo caldo fuori e dentro di me per fare una session da pugili asiatici," le dico tranquilla. se vuole andare via ora, lo può fare e lei lo sa.
invece inizia a spogliarsi come se si spogliasse a casa sua da sola. non è una che fa le cose "for my eyes" - le fa come piace a me: dritte al punto.
nuda è spettacolare. si allena 4 o 5 volte alla settimana. ha le spalle della nuotatrice e una specie di six-pack molto femminile. è tatuata alla caviglia - cazzo non mi ricordo quale, ecco chiarito quanto vale il mio spirito di osservazione - un piccolo fiore nero.
il suo corpo perfetto e minuto davanti allo specchio con accanto il mio, molto meno perfetto e statuario è una impressione che ci fa soffermare lì ammirate, in silenzio, tutti e due. poi, contemporaneamente, iniziamo a ridere per non so quale motivo idiota.
"hai la roba?" chiede lei impaziente.
da sotto il letto tiro fuori quattro confezioni di pellicola trasparente, quella che serve per il cibo e per combattere la cellulite.
"Sì! Ormai la Betty (cassiera assolutamente e vanillamente etero ma simpatica del minuscolo e unico supermercato del paesino dove abito) si chiederà cosa cazzo faccio con tutta sta roba,"
"naaaaaa, lo sa," fa katia già distratta dai pensieri piacevoli, "glielo detto!"
God, have mercy, penso. Prima o poi mi metterano al rogo, perchè porto al peccato tutte le figlie di buona volontà di questo peasino sperduto nella provincia veneta.

"Ok, cominciamo. Allarga bene le gambe e le braccia, per favore."

la pellicola che avvolge il corpo umano crea immediatamente un'altra pellicola tra corpo e plastica: il sudore. e il sudore insieme alla saliva sono liquidi che io personalmente ritengo abbiano un'altissima carica erotica in certe circostanze. Infatti una volta impacchettata senza tralasciare lo spazio tra le cosce e le natiche, katia inizia a muoversi lentamente. il scivolare della plastica sulla sua pelle mescolata alla sensazione umida del suo sudore la mette nel mood giusto perchè io possa iniziare a lavorare di lama. La prendo e la sdraio sul letto. mi devo sedere un attimo. fottuta mia condizione che mi fa ansimare per la fatica anzichè per la voglia.

lei è lì sdaraiata e mi guarda. le faccio vedere la lama che ho scelto. lunga e sottile questa volta. una specie di apri-lettera. non deve tagliare la carne ma solo la carta. anche se lei ogni volta mi implora di farle una cicatrice che le resta. il tizio che le ha fatto il tatuaggio l'ha guardata come una extra terrestre quando glielo ha chiesto a lui. in provincia non si fa. io, invece, non glielo faccio, perchè sono convinta che fra qualche anno, quando si sposa e farà figli non vorrà una roba del genere per ricordarsi delle cose strane che faceva da giovane. lo capisco sempre quando una è solo di passaggio o una sorella per sempre.

"ti prego, ti prego, ti prego!" solo un sussurro. ormai è venuta da sola e solo all'idea.

con la punta della lama inizio a praticare dei piccoli fori qua e la sul corpo della ragazza, evitando accuratamente le zone calde. infilo la lingua nei buchini e assapporo il suo sudore fresco e salato. la ragazza ha gli occhi chiusi ora.

"ti prego, ti prego, ti prego!"

appoggio una mano sul basso ventre. l'effetto deve essere un calore umido intenso. la ragazza inizia a mugulare. cerca di spingere la mia mano tra le sue cosce, ma non è quello che ho in mente.

"se non stai ferma ti lego."

occhi chiusi. sorride e riprende la mia mano spingendola in basso.

"e va bene, piccola stronzetta, lo hai voluto tu!"

con dei nastri larghi di velcro la lego ai quattro angoli del letto e solo questa azione la fa venire un'altra volta. non è la mia bravura a fare questo effetto su di lei. non sto facendo nulla di particolare. ma le donne quando giocano hanno un cinema incorporato in testa nel quale vedeno un film personalissimo.

una volta legata bene inizio a tagliuzzare la plastica sopra i capezzoli. "Taglia, ti prego, tagliami" - con la punta le sfregio appena un capezzolo. la sua schiena si inarca per portarmi ancora più vicino le sue piccole tette. succhio il suo sudore insieme a una piccolissima goccia di sangue. succhio entrambi i capezzoli. sono lì sdaraita fra le sue cosce spalancate, appoggiata metà su di lei e mentre la mia lingua lavora con decisione penso "se muoio ora sarebbe un bel casino!"

ci baciamo. in quel momento provo affetto per lei. e gratitudine. per essere lì. per non parlare. per non vergognarsi. per godersi quel che le faccio.

"ora il piatto del giorno," dico ridacchiando, "sei pronta?"

"TI PREGO!" ora è quasi un imperativo.

lentamente taglio un buchino piccolo che poi allargo con la lingua. la sua fica è sudata e sorridente (non sto scherzando: ho conosciuto fiche tristissime e sono sicura che chi legge con cognizione di causa sa esattamente di cosa sto parlando).
Inizio a leccare cercando di allargare sempre di più il buco. ha la fica chiusa. non sopporto quelle slabbrate. sembrano scopate male troppe volte. lo so. non è cosi. ma a me hanno sempre dato quella sensazione e io non amo passare dove è già passato tutto un esercito.

ormai grida la sua voglia. ha gli occhi neri spalancati. la bocca è una smorfia di massimo impegno. mi fermo ad amirare il suo orgasmo. con un dito la sento pulsare dentro. la scopo lentamente, baciando la sua bocca spalancata. i nostri denti si scontrano. ci mordiamo.

ora il gran finale. con un rapido taglio apro la plastica dal collo fino al pube per accanirmi sul clitoride gonfio e pulsante. lei ride e piange e dice cose senza senso.
cado accanto a lei sfinita. non sono venuta. ma soddisfatta dell'effetto che ha fatto il mio gioco.

vado a prendere dell'acqua che beviamo insieme.

"ora vattene che ho da fare," le dico con un sorriso.

"fammi tornare presto. ti prego."

la bacio in fronte. in fondo potrebbe essere mia figlia se avessi saputo come si fa a 17 anni.

il copyright per l'impacchettamento spetta al music-doc. geniale come sempre a ispirare i miei sensi. lui non fa. ma insegna. ;-)

1.7.09

no pain no gain and other bullshit

ho già scritto sul dolore e cosa è per me.
ma dopo questa notte
devo aggiungere un dettaglio.
non è che mi piace far soffrire qualcun altro
(con reciproca soddisfazione, s'intende)
per dimenticare il dolore che alle volte devo sopportare
nella vita reale.
mi piace proprio e solamente per uno stupidissimo motivo.
farlo a qualcun'altro sembra ridarmi un po' di dignità
quando, come questa notte, ho dato il peggio di me.
lamentandomi e piagnucolando.

quindi ho deciso.
antidolorifico! mi ci vuole. e potente anche.
dopo chiamo Katia.
lavora qua sotto.
fa l'estetista.
è maneggevole e spavalda al punto giusto.
e adora essere "celofanata" con seguente gioco di lama.

...il dolore o lo domini appena accenna ad arrivare, altrimenti ti domina lui - e se perdi quel momento in cui ti devi concentrare a non farlo arrivare al midollo si fa la figura, appunto, della smidollata. che palle!